Login

https://www.poesie.reportonline.it/poesie-di-antonio-basili/tobia-e-il-cane-di-tony-basili.html
Accedi
  • Registrati
  • /lost-user-name.htmlNome utente dimenticato?/password-dimenticata.htmlPassword dimenticata?aHR0cHM6Ly93d3cucG9lc2llLnJlcG9ydG9ubGluZS5pdC9wb2VzaWUtZGktYW50b25pby1iYXNpbGkvdG9iaWEtZS1pbC1jYW5lLWRpLXRvbnktYmFzaWxpLmh0bWw=
    it-IT
    Stella inattivaStella inattivaStella inattivaStella inattivaStella inattiva
     

    Tobia e il cane
    diTony Basili 

                                                                  - Dalla Bibbia-

    Tobia intraprese quel lungo viaggio
    Per la Media insieme al giovane Azaria
    Ed al cane, chè al padre parve saggio
    Affidarlo a lui che conosceva la via;
    Andavano a recuperare quei talenti
    Affidati dal padre ai suoi parenti.
    Ed al fiume Tigri giunsero a fatica
    Ove pensarono ben di rinfrescarsi
    E s’immersero in men che non si dica
    che occorreva ancora incamminarsi
    Per piani e colli e per un deserto
    Ed il sol l’avrebbe presi allo scoperto.
    Avvenne allora un fatto molto strano
    Che un pesce abboccò il piede del ragazzo
    E tentar di allontanarlo parve vano
    Finché il cane gli si avventò a razzo
    E lo bloccò e poi lo tenner forte
    Per mangiarne e rifornir le scorte.
    Ma quando l’aprirono e le interiora
    Fluttuarono calde sulla riva
    La saggezza di Azaria lo rincuora
    Che par sappia perché ogni essere viva,
    Che gli prelevò cor, fegato e fiele
    Ché potean giovar, dicea, più che miele.
    Giunsero in Media dopo vari giorni
    E si recarono dai suoi stretti parenti
    La cui figlia ben sette pretendenti
    Avea visti morir e ne subia gli scorni
    Ma disse Azaria che gli era destinata
    Dal ciel da sempre e pur parea dannata.
    Che non temesse, Tobia gli strani eventi,
    Se pur Asmodeo geloso tenea la donna
    Che lui avea il pane pe’i suoi denti
    E glielo giurava pur sulla Madonna
    Se questa ci fosse stata, ma non c’era,
    ma c’era il cane, una difesa vera.
    Il cane di Tobia era assai speciale
    Che sentia subito di chi si potea fidare
    E con i suoi morsi poteva pur far male,
    e così Asmodeo potè individuare
    contro il quale Azaria allestì un riparo
    spiegando come usarne in modo chiaro.
    I genitori di Sara erano contenti
    Che la figlia andasse in sposa al cugino,
    allor s’usava così, sebben evidenti
    fossero i danni procurati dal combino;
    ma come tempo fa, si pensava alla roba,
    ché non finisse in mano a chi non sgobba.
    Però, povero figlio, dicean tra loro,
    Speriamo che non gli succeda come ad altri
    E nostra figlia trovi con lui ristoro,
    chè eran bravi, ma non molto scaltri,
    ma vedevan che il giovane era prudente
    e pensavan che non succedesse niente.
    E quando furon soli nella stanza
    Tobia fece quel che Azaria avea detto,
    sul fuoco pose cor, fegato e la fragranza
    rese innocuo Asmodeo e intatto il letto
    ed al mattino che controllò un’ancella,
    di averli visti salvi, diè buona novella.
    Fecero con dovizia una gran festa
    Per molti giorni che rese tutti felici
    Ma una cosa dopo tutto quanto resta,
    Ritirare i talenti, annullati i malefici,
    e tornar a casa, con Sara sua moglie,
    che infin soddisfar potea le sue voglie.
    E fu Azaria che mandò in missione
    A ritirare in denaro dai parenti
    Che, invitati n’ebbero grande emozione,
    Di conoscer il nipote in quei frangenti
    E tutti si ritrovaron in famiglia
    E parte di gioia o pianto ognun si piglia.
    Passaron molti giorni che già morto
    Pensavan,Tobi ed Anna, il figlio Tobia,
    Che quando giunse a casa non fu scorto
    Dal padre cieco ma ‘l sentì per la via
    Il figlio che dicea di aver un unguento
    Che Azaria indicava come un portento.
    Così al padre spalmò il fiele sugli occhi
    Che subito par sentisse ristorati
    Ed iniziò a veder prima dei balocchi
    Poi le facce sempre meglio figurate
    E Tobi allor vide Azaria e rivolse a Dio
    Lodi infinite che era uomo assai pio.
    Poi fu Azaria a prender commiato
    Da Tobia, e dal cane che scodinzolante,
    Gli facea festa e molto turbato
    Confessò di non esser un viandante
    Ma l’angelo Raffaele che i malanni
    Per voler di Dio guarisce e tutti i danni.
    27/28.11.18

    Commenti

    Potrebbero interessarti