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Tobia e il cane
diTony Basili 

                                                              - Dalla Bibbia-

Tobia intraprese quel lungo viaggio
Per la Media insieme al giovane Azaria
Ed al cane, chè al padre parve saggio
Affidarlo a lui che conosceva la via;
Andavano a recuperare quei talenti
Affidati dal padre ai suoi parenti.
Ed al fiume Tigri giunsero a fatica
Ove pensarono ben di rinfrescarsi
E s’immersero in men che non si dica
che occorreva ancora incamminarsi
Per piani e colli e per un deserto
Ed il sol l’avrebbe presi allo scoperto.
Avvenne allora un fatto molto strano
Che un pesce abboccò il piede del ragazzo
E tentar di allontanarlo parve vano
Finché il cane gli si avventò a razzo
E lo bloccò e poi lo tenner forte
Per mangiarne e rifornir le scorte.
Ma quando l’aprirono e le interiora
Fluttuarono calde sulla riva
La saggezza di Azaria lo rincuora
Che par sappia perché ogni essere viva,
Che gli prelevò cor, fegato e fiele
Ché potean giovar, dicea, più che miele.
Giunsero in Media dopo vari giorni
E si recarono dai suoi stretti parenti
La cui figlia ben sette pretendenti
Avea visti morir e ne subia gli scorni
Ma disse Azaria che gli era destinata
Dal ciel da sempre e pur parea dannata.
Che non temesse, Tobia gli strani eventi,
Se pur Asmodeo geloso tenea la donna
Che lui avea il pane pe’i suoi denti
E glielo giurava pur sulla Madonna
Se questa ci fosse stata, ma non c’era,
ma c’era il cane, una difesa vera.
Il cane di Tobia era assai speciale
Che sentia subito di chi si potea fidare
E con i suoi morsi poteva pur far male,
e così Asmodeo potè individuare
contro il quale Azaria allestì un riparo
spiegando come usarne in modo chiaro.
I genitori di Sara erano contenti
Che la figlia andasse in sposa al cugino,
allor s’usava così, sebben evidenti
fossero i danni procurati dal combino;
ma come tempo fa, si pensava alla roba,
ché non finisse in mano a chi non sgobba.
Però, povero figlio, dicean tra loro,
Speriamo che non gli succeda come ad altri
E nostra figlia trovi con lui ristoro,
chè eran bravi, ma non molto scaltri,
ma vedevan che il giovane era prudente
e pensavan che non succedesse niente.
E quando furon soli nella stanza
Tobia fece quel che Azaria avea detto,
sul fuoco pose cor, fegato e la fragranza
rese innocuo Asmodeo e intatto il letto
ed al mattino che controllò un’ancella,
di averli visti salvi, diè buona novella.
Fecero con dovizia una gran festa
Per molti giorni che rese tutti felici
Ma una cosa dopo tutto quanto resta,
Ritirare i talenti, annullati i malefici,
e tornar a casa, con Sara sua moglie,
che infin soddisfar potea le sue voglie.
E fu Azaria che mandò in missione
A ritirare in denaro dai parenti
Che, invitati n’ebbero grande emozione,
Di conoscer il nipote in quei frangenti
E tutti si ritrovaron in famiglia
E parte di gioia o pianto ognun si piglia.
Passaron molti giorni che già morto
Pensavan,Tobi ed Anna, il figlio Tobia,
Che quando giunse a casa non fu scorto
Dal padre cieco ma ‘l sentì per la via
Il figlio che dicea di aver un unguento
Che Azaria indicava come un portento.
Così al padre spalmò il fiele sugli occhi
Che subito par sentisse ristorati
Ed iniziò a veder prima dei balocchi
Poi le facce sempre meglio figurate
E Tobi allor vide Azaria e rivolse a Dio
Lodi infinite che era uomo assai pio.
Poi fu Azaria a prender commiato
Da Tobia, e dal cane che scodinzolante,
Gli facea festa e molto turbato
Confessò di non esser un viandante
Ma l’angelo Raffaele che i malanni
Per voler di Dio guarisce e tutti i danni.
27/28.11.18

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