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Dal «Kalevala »
Una madre cerca il figlio smarrito

E la madre, lo smarrito
ricercava fra' lamenti;
come lupo, fra i pantani,
fra le selve, a guisa d'orso,
come lontra, in mezzo all'acqua,
come tasso, per sentieri,
lungo il margin, come riccio,
come lepre, lungo i laghi.
Gettò i sassi da una parte,
torse i tronchi, i rami secchi
dalla strada tolse, e ponti
fe' degli alberi caduti.

Lungamente lo smarrito
ricercò, senza trovarlo :
chiese agli alberi del figlio,
rimpiangendo lui perduto.
Disse il pino, e sospirava,
la prudente quercia disse:
« Per me stessa ho da pensare
né pensar posso a tuo figlio;
duri giorni il mio destino,
tristi giorni m'ha serbato,
perché in trucioli mi fanno
e mi segano in cataste,
mi affastellano in fascine
e mi atterrano con l'ascia ».

Lungamente lo smarrito
ricercò senza trovarlo;
alle' strade che incontrava,
ai sentieri s'inchinava.
«Oh, sentieri, che Dio fece,
non vedeste il mio figliolo,
la mia dolce mela d'oro,
il mio argenteo bastone? ».
Il sentiero le rispose,
la prudente strada disse:
« Per me stesso ho da pensare,
né pensar posso a tuo figlio:
duri giorni il mio destino,
tristi giorni m'ha serbato
ché su me saltano i cani,
mi calpestano i cavalli,
su di me pigian le scarpe,
su di me stridono i tacchi ».

Lungamente lo smarrito
ricercò, senza trovarlo;
le si fe' la luna incontro,
alla luna s'inchinava:
« Luna d'oro, che Dio fece,
non vedesti il mio figliuolo,
la mia dolce mela d'oro,
il mio argenteo bastone? ».
E la luna, che Dio fece,
da prudente le rispose:
« Per me stessa ho da pensare,
né pensar posso a tuo figlio;
duri giorni il miei destino,
tristi giorni m'ha serbato:
solitaria a notte errare
e risplendere col gelo:
nell'inverno ben vegliare
e svanir d'estate in cielo ».

Lungamente lo smarrito
ricercò, senza trovarlo,
le si fece incontro il sole,
essa al sole s'inchinava:
« Caro sole, che Dio fece,
non vedesti il mio figliuolo,
la mia dolce mela d'oro,
il mio argenteo bastone? »,
Lo sapeva bene il sole,
l'avea il sole indovinato:
« Il tuo misero figliuolo
è già morto, già perduto,
sceso è già nel nero fiume,
dentro l'ombra sempiterna.

Leggi i Canti del Kalevala 

poema finnico versione di Paolo E. Pavolini

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