Canto del Kalevala
La betulla
Ecco, passano due giorni
e trascorron due, tre notti:
alla fin dei sette giorni
il verace Vainamoinen
s'avviò per riguardare
quel suo campo seminato,
con fatica lavorato:
crescea l'orzo al suo des{o,
ogni spiga con sei facce,
ogni stelo con tre nodi.
Mentre il vecchio Vainamoinen
d'ogni intorno riguardava,
il cuculo venne e scorse
la betulla rigogliosa:
« Perché questa fu lasciata,
la betulla risparmiata? »
Disse il vecchio Vainamoinen:
« Fu lasciata la betulla,
risparmiata, ché tu stesso
vi cantassi il tuo richiamo:
canta qui, dolce cuculo:
petto grigio, qui gorgheggia,
qui cinguetta, argenteo petto,
trilla qui, petto di stagno:
fa' cu-cu sera e mattina,
una volta a mezzo giorno:
di' del cielo la bellezza,
de' miei boschi la dolcezza,
delle rive la purezza,
de' miei campi la ricchezza! »
Canto del Kalevala
La betulla
Vainamoinen, il primo abitatore della terra dei Finni, aiutato e favorito dagli dèi della natura, preparò per gli uomini campi seminati, colli verdeggianti di abeti e di betulle, e si accingeva a seminare l'orzo, che avrebbe dato ai Finni la loro bevanda, la birra, quando una cingallegra lo avvertì che i' orzo non sarebbe cresciuto ali' ombra delle piante; ci voleva il sole per farlo spuntare e crescere. Vainamoinen abbatté allora le piante, ma ia sua ascia si fermò davanti ad una grande betulla:
quella rimase, alta e rigogliosa.
Il motìvo è comune a molti canti popolari; anche in Italia abbìamo cose da mangìare e da bere ìn cambìo canzonì toscane, sarde, sìciliane ìn cuì il cantore chiede siano date buone cose da mangiare e da bere in cambio della sua canzone che rallegra i cuori
