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Caterina II
Grandi donne della storia

Caterina II, nata nel 1729 a Stettino come principessa di Anhalt-Zerbst e battezzata con il nome
di Sofia-Federica-Amalia, nel 1745 sposa l'erede al trono russo, il granduca Pietro Fedorovic, assumendo il nome di Caterina.
È un matrimonio sfortunato, che si rompe definitivamente dopo l'allontanamento del figlio Paolo.
Caterina sale al trono nel 1762, quando in seguito ad una rivolta militare suo marito Pietro III viene imprigionato e ucciso. Il suo è un regno felice che dura 34 anni.
Caterina è intelligente e ha una profonda conoscenza della Russia e della letteratura politica europea.
Vuole una monarchia liberale e, almeno all'inizio, opera in quel senso: progetta : un nuovo codice, riforma il governo locale, divide la Russia in governatorati.
Ma molti dei suoi progetti restano incompiuti.
E l'esperienza della vita (la rivolta  di Pugacev), le impressioni suscitate dalla Rivoluzione francese, fanno svanire in lei gli entusiasmi giovanili.
Anzi, alcuni mali antichi, come la servitù della gleba, peggiorano.
Caterina lascia, comunque, un'impronta profonda, in ogni campo.
Anche in politica estera: il territorio dell'impero viene allargato soprattutto a spese della Turchia e della Polonia. Muore nel 1796.

Quel giorno
20 giugno 1762. È il giorno in cui divento imperatrice di tutte le Russie. Non mi piace il modo in cui salgo al trono: il malcontento suscitato da mio marito, lo zar Pietro III, in diversi circoli di corte ha fatto scoppiare una rivolta. Lo zar è stato ucciso, la folla grida viva la zarina.
Ma c'è chi si oppone e devo stroncarlo subito. Posso così dare l'avvio a un progetto cui penso da tanto tempo: una monarchia liberale e umana, destinata dalla storia a trasformare lo Stato russo secondo le idee
migliori dell'illuminismo.
Comincio la mia attività con un atto ardito: convoco i rappresentanti della libera popolazione della Russia a partecipare al lavoro della Commissione per il progetto del nuovo codice, più progressista di quello che risale al 1649, D'accordo, è un programma mai portato a termine.
Ma la Commissione è servita almeno a far conoscere al Governo centrale le necessità fondamentali e i desideri della popolazione, ha preparato un materiale utile per gli ulteriori lavori legislativi.
Soprattutto ha suscitato un vivace movimento d'opinione in tutta la società russa.
Non credo che la storia possa giudicare questo 20 giugno un giorno nefasto.
In definitiva posso considerarmi una donna fortunata.

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