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Da Tempi di Duilio Paiano 
Un polo che rischia di arrostire

Le contraddizioni della politica, quelle che ti aspetti e quelle meno prevedibili. Tutto ed il contrario di tutto.
E quando il consolidato caleidoscopio delle situazioni ormai vissute sembra essersi esaurito, ecco spuntare, inattesa e sorprendente, la novità capace di stravolgere anche le più accreditate convinzioni astronomiche.
Tanto può la politica. Almeno, la politica a volte pazza e stravagante dell'estate, quella che si nutre di verità dette per gioco, di bugie lanciate in avanscoperta per scoprire (o coprire...) una verità.

Fuor di metafora, chi avrebbe mai immaginato tanto gelo nel Polo in un' estate daunia torrida come quella vissuta quest'anno?
Un Polo che ha rischiato di... squagliarsi più che altro per il «sottozero» nei rapporti tra i suoi alleati sulla scelta del candidato alla presidenza di Palazzo Dogana. Un Polo che ha, di contro, rischiato di arrostire sulla graticola politica del solleone di Capitanata tutta una serie di personaggi, tenuti in caldo attendendo «godot» Alberto Cicolella.

Devitto, Orlando, Giulio Gentile, Tarquinio, Lambresa: tutti nomi che hanno
alimentato il dibattito sul toto-candidato prima che si affermassero la ragionevolezza dell' unità e la candidatura dell' imprenditore foggiano.
Scomparso il gelo, come per incanto, è tornato il calore dell'amicizia e dell'alleanza. Il Polo ha smesso di fare onore alla sua connotazione geografica
per lasciare il posto alla sua dignità politica che lo vuole unito, indipendentemente dalla stagione e dalla temperatura.
Attenzione, però: dietro l'angolo c'è già pronta un'altra consultazione elettorale, non meno insidiosa di quella provinciale.

Settembre 1998