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Canzone piemontese
Magna Giuana

Magna Giuana j'era s'l'uss,
j'era s'l'uss ch'a la filava, oh;
j'era s'l'uss ch'a la filava, oh,
tru-Ia-Ia.

L'è passaje sur medichin:
« Magna Giuana, cume la vala? »

« Sun tre dì che stagh nen bin
e l'hai tanta mal la testa ».

« Se beveisse nen tant vin
mal la testa a passerija».

« Se beveisse nen tant vin
st'ura sì sarija già morta.

E adess che moira mi,
voi ch'a m'usutiu ant una crota.

Cun la testa suta 'l butal
e la buca a la spinella.
Traduzione
Zia Giovanna era sull'uscio,
era sull'uscio che filava.
E' passato il signor medico:
Zia Giovanna, come va? -
Son tre giorni che non sto bene, ho tanto mal di testa.
Se tu non bevessi tanto vino,
il mal di testa ti passerebbe -
Se non bevessi tanto vino, a quest'ora sarei già
morta. E quando morirò voglio che mi
sotterriate in una cantina, con la testa
sotto la botte e la bocca sotto lo spillo
(cioè sotto il rubinetto dal quale si fa uscire il vino).
La canzonetta di Magna Giuana, che è molto popolare in Piemonte (ed anche in Francia), può sembrare divertente, ma in realtà: mette in luce le tristi condizioni di vita di tanti contadini italiani del passato e, forse, anche del presente.
Il dottore invita la zia Giovanna, che è ormai alcoolizzata, a non bere più. 
Se non bevo più, sono morta, Il bere, l'osteria, costituirono per molti contadini e operai italiani l'unica evasione da una vita indegna e miserabile; l'alcoolismo fu una delle piaghe che accompagnò lo sviluppo della grande industria in Europa. 

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