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Poesia di Enza Lepore 
Gennaio

Vien gennaio silenzioso
porta vento freddo e gelo,
c’è una quiete in mezzo ai campi,
ricoperti dalla nebbia e dalla neve,
tutt’intorno tace in un oblio profondo,
riposa la terra brulla,
il contadino attende il suo risveglio a primavera.
In città la neve cade silenziosa dal ciel grigio,
si posa sopra i tetti e sui camini,
sulle case e sui giardini,
tutt’intorno è un bel ricamo,
il passerotto infreddolito,
vola sul davanzal della finestra
cercando qualche briciola di pane
che la signora ha messo fuori,
come son buone dice il passerotto …
che con un volo si ripara sotto la tegola del tetto
accanto al comignolo al calduccio.
Il· bambino tutto gaio sta ·alla finestra
a guardar la neve che fiocca lenta, lenta· sul paesello
e un fiocco dopo l’altro tanta neve è scesa giù,
poi il bimbo tutto incappucciato,
scende giù in cortil con gli amichetti a fare ·scivoloni e proiettili di neve,
han fatto un omino tutto bianco,
con in testa un pentolone per cappello
e per naso una carota, due occhi coi carboni,
una sciarpa intorno al collo
e una scopa tutta storta nella mano,
oh! Che gioia per i bimbi fare giochi sulla neve
e scivolare tutto il dì …

MELFI  23/ 01/2011