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Ricorrenze di Dicembre
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Ricorrenze di Dicembre

Dicembre
L'ultimo mese dell'anno porta neve La campagna è spoglia, deserta, silenziosa. Gli alberi hanno i rami nudi.
Non si odono ronzii d'insetti e canti d'uccelli Si vedono soltanto dei passerotti salte là, con le penne rabbuffate; e lo scricciolo è l'uccellino del freddo, zampettare pigolando sullla siepe.
Il cielo dicembrino è spesso grigio minaccia neve, quasi bianco.
Al mattino non diventa mai chiaro quando ancora si è a scuola, di colpo, si fa scuro
E'  un cielo che non piace, perché non ha colori vivi.
Spesso la neve copre e imbianca le case, le strade, le piazze e i campi. Sullo spesso strato bianco vi sono orme che vanno a zig zag.
Si incontrano, si incrociano, si dividono, si scostano, si riavvicinano.
Tutte le persone sono più affaccendatel del solito, corrono e si affrettano verso casa, incappottate imbacuccate.
La neve continua a cadere. Vien giù, ora lenta ora veloce e sono falde larghe, piume svolazzanti, aghi sottili.

L'Annunciazione
Un giorno il Signore mandò l'Arcangelo Gabriele a Maria ad annunciarle che sarebbe divenuta la Madre di Gesù.
L'Arcangelo la salutò 
con queste parole: «Ave, o Maria, piena di grazia; il Signore è teco ».
Dopo qualche tempo, Maria si recò a trovare sua cugina Elisabetta. Questa, ispirata dal Signore, quando la vide, esclamò: «Benedetta tu fra donne e benedetto il frutto del tuo seno ».
Quando recitiamo l'Ave Maria, noi ripetiamo le parole dell'Angelo e quelle di Elisabetta.
Dal Vangelo

L'Immacolata
E' detta Immacolata, cioè senza macchia, come un giglio, pura come l'acqua limpida di fonte. Ella diventò la madre di Dio, diventò madre di Gesù e insieme la madre di tutti gli uomini.
Il Figlio di Dio aveva bisogno per nascere su questa terra della creatura più alta e più bella,
pura come il cielo in un mattino di primavera.

Santa Lucia
Toppete, toppete, toppete. Passa l'asinello di Santa Lucia. I bambini, nei loro lettini. tengono ben chiusi gli occhi. Franchino tende l'orecchio.
Si fermerà l'asinello alla sua porta? D'un tratto gli vengono in mente tutte le monellerie di un anno intero: sono tante, tantissime.
Santa Lucia 
lo perdonerà?
Ecco: l'asinello si è fermato. Ora si apre piano piano la porta di casa. Franchino trattiene il respiro ... Ora la porta si richiude.
Si ode il trot
terellare dell'asinello: toppete, toppete, toppete.
Grazie, Santa Lucia!
L'attesa del figlio di Dio
Per tanti e tanti anni gli uomini pregarono il Singnore di mandare loro colui che avrebbe dovuto salvarli, colui che avrebbe riaperto le porte del paradiso. Ecco, finalmente, il tempo era giunto!
Gesù doveva avere, come tutti gli uomini, una mamma e Iddio scelse Maria, una dolce fanciulla, povera ma piena di grazia, bella, immacolata, nata con l'anima non macchiata dal peccato originale.
Nella tradizione popolare il 13 dicembre, giorno votato al culto di Santa Lucia, che concideva con il solstizio d'inverno con il 13 dicembre si pensava il giorno più corto dell'anno con il detto:
«Santa Lucia, il giorno più corto che ci sia».
Dopo la riforma del calendario nel 1582 ci fu un chiarimento tra calendario civile e quello solare.
Da allora il giorno più corto dell'anno (solstizio d'inverno) venne riportato al 21-22 dicembre. 

Viene il Natale
Perché lungo le strade brillano le luci delle vetrine vestite a festa? Perché nell'aria si spandono le note dolcissime di una ninna nanna? Perché nella tua casa fervono tanti preparativi? Perché nella tua classe ogni bimbo ha un sorriso?
Perché nel tuo cuore c'è un palpito di gioia?
Viene Natale, la festa dell'amore.
Dona il tuo sorriso al bimbo malato, al povero che ha freddo, al compagno che piange.
Sii buono: il tuo Natale sarà bello.

Natale
A Natale il mondo è in festa. Gli uomini ricordano la Nascita di Gesù che scese sulla terra a portare il perdono di Dio e a prendere su di sé
tutti i peccati del mondo.
Le campane squillano festose. Dicono: «è nato Gesù! Amatevi, fate del bene, pregate. Gesù Bambino vi benedirà! »,
Quando Gesù nacque, le stelle si fermarono, la notte si illuminò, i fiori sbocciarono sotto la neve e tutto fu gioia.
I pastori furono avvertiti dagli Angeli e i Magi dalla stella. Era nato il Salvatore del mondo.

Natale
E' nato il Bambino che insegnerà a tutti gli uomini la carità, la fede, l'amore; che avrà una dolce parola per tutti i cattivi, un sospiro per tutti
gli sventurati, un consiglio di pace per tutti gli iracondi, una voce di conforto per tutti gli afflitti
Gli uomini si chiameranno fratelli, i servi saranno liberi, i poveri apriranno il cuore alla speranza i ricchi schiuderanno l'animo alla pietà.
Yorick

La festa di Natale
La festa di Natale è la festa dei bimbi per 
un Bambino è nato nel Presepe, un Bambino è Signore del cielo e della terra e che un giorno dirà: «Lasciate che i bimbi vengano a me ».
Giovanni Papini

Il presepio
E' un presepio completo, col San Giuseppe e Vergine, il Santo Bambino, il bue e l'asinello, angioli annunciatori di pace. C'è uno sfondo ,
bianco panorama di Betlemme lontana. Su in alto un foro tappato con carta velina e illuminato dietro: è la stella che guida i Magi.
Pezzi di specchio figurano laghetti limpidi mezzo a sassi spugnosi.
Due oche di celluloide nuotano sul più gran degli specchi. Sentieri di ghiaia bianca spicca fra i muschi, popolati di pastori con l'agnello sulle
spalle. In giro ai rami di ginepro, di quercir e d'alloro, che rappresentano gli alberi intorno alla santa capanna, spruzzi di candida bambagia
sembrano neve.

L'adorazione dei pastori
Vegliavano i branchi nella notte lunga, quando furono scossi dalla luce e dalle parole dell'Angelo
E appena scorsero il Bambino con gli occhi aperti allora allora, il loro cuore s'inteneri.
Quel nato non era uno sconosciuto, un fanciullo come tutti gli altri, ma quello che da mill'anni il popolo aspettava.
I pastori offrirono quel poco che avevano: latte, il formaggio, la lana, l'agnello.

L'albero di Natale
Oggi, il babbo di Antonella ha preparato l'albero di Natale.
Ai rami del piccolo abete sono stati appesi palloncini colorati, le stelline, i fiocchi di bambagia, i ninnoli e i doni.
I fili lucenti scintillano come piccoli cristalli di neve ai raggi del sole e le candeline ed azzurre brillano nella stanza buia come stelline vere.
L'angolo, del tinello con il bell'albero sembra davvero l'angolo dei sogni.

Il primo presepio
San Francesco d'Assisi trovandosi, nella notte di Natale, in un paesello di montagna, si recò in una grotta e, per raffigurarsi meglio la scena della Natività, vi dispose una mangiatoia e, ai lati di questa, mise un asino e un bue. Mentre era immerso in profondissima preghiera, vide apparire sulla paglia il Santo Bambino che lo benediceva sorridendo.

Il regno dei cieli
Il regno dei cieli è simile al granello di senape, che un uomo prese e seminò nel suo campo.
Questo granello è proprio il più piccolo di tutti i semi che sono sulla terra; ma, seminato che sia, cresce più grande di tutti gli erbaggi e, divenuto albero, estende cosi largamente i suoi rami che gli uccelli del cielo si riposano alla sua ombra e fanno il nido tra i suoi rami.
Dal VANGELO

Aprite a Gesù
C'è fuor di noi un Gesù che vorrebbe nascere in noi e picchia e chiede, con la voce della grazia, che gli apriamo, che lo riceviamo nella nostra casa, nella casa della nostra anima. Apriamo a Gesù, che egli nasca o riviva nel nostro cuore, e facciamo si che il nostro cuore possa accoglierlo degnamente, che esso diventi la sua casa, la sua culla. Soltanto cosi noi avremo pace e gioia, quella pace e quella gioia che egli ha propiziato con la sua nascita.

La notte santa
Fuori fa freddo. Le cose posano tacite, immobili nella notte invernale. Lenta ed uguale cade la neve ... Dan! dan! dan! All'improvviso il suono
largo e festoso delle campane rompe il grande silenzio della notte tranquilla. E' la chiesa, con l'altare splendente di bianco e d'argento, che chiama gli uomini nella stessa ora del canto degli angeli.
Questa notte è santa. Din, don, dan! Venite. 
E' il nato!  E' questa la più grande ora di tutti i tempi.
A. Colombo

Aria natalizia
Sono scesi in città gli zampognari. Passano per le strade suonando antiche nenie e pare non s'accorgano delle aeree arcate luminose che reggono si i sopra le loro teste campanelle azzurre, angeli dorati, stelle d'argento. C'è nella piazza un grande abete sulla cui punta brilla la stella cometa; tra i rami scuri occhieggiano lampadine gialle, rosse, verdi che si accendono e si spengono a intervalli regolari.
Nei boschi la luna inargenta le lucide bacche del vischio e rende luminose quelle rosse dell'agrifoglio.
Natale è vicino.

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