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Racconto di Giovannino Guareschi
Un mestiere anche per me 

Un mestiere anche per me Incominciai a sfogliare i quaderni di scuola della Pasionaria.
Mi interessai soprattutto di quello del comporre e vi trovai qualcosa che mi preoccupò: Tema: «Parla dei tuoi genitori.
Descrivi la loro vita, il loro carattere; il loro lavoro».
Svolgimento: «I miei genitori sono brava gente. Mia mamma è l'angelo del focolare e cucina sul liquigas le vivande saporite che rallegrano la nostra tavola, ma io preferisco il salame, il culatello e le patate lesse.
Mio babbo è il sostegno della famiglia ed è molto laborioso perché è sempre in giro per la casa a piantare chiodi per i quadri, stringere la vite del rubinetto dell'acqua, regolare il bruciatore della nafta per i termosifoni, oppure sorvegliare i muratori o il falegname.
Mio babbo è anche capace di scrivere a macchina, in nero oppure in rosso.
Gli piace la lettura e legge molti giornali.
Tutte le settimane va in automobile a Milano e poi torna e mia mamma è contenta perché o c'è da accomodare la luce elettrica, o c'è da fare il rifornimento della nafta, o c'è l'orologio grosso da ricaricare ecc.».
Lessi il componimento, poi mi rivolsi alla Pasionaria: Dunque tutto il lavoro di tuo padre consiste nell'appendere quadri, nel ricaricare l'orologio e nell'andare in automobile a Milano.
E i quattrini che servon a me e a voi per vivere, dove li prendo?
Lo sai che io, oltre a riparare rubinetti e interruttori, scrivo per i giornali e faccio libri
Si capisce che lo so rispose la Pasionaria.
Ma quello lì non è un mestiere come il falegname o il medico.
Dunque tuo padre è semplicemente uno senza mestiere!
La Pasionaria non si impressionò:
Si dice mestiere quando uno fa qualcosa di cui c'è bisogno.
Quando uno ha bisogno di una medicina chiama il dottore, quando uno ha bisogno di fare una tavola chiama il falegname. Quelli sono mestieri. Nessuno chiama mai lo scrittore perché ha bisogno di una storia da piangere o da ridere.
Tu però, le leggi le storie dei tuoi libri urlai.
Non c'entra replicò la Pasionaria. Ci sono dei bambini che non le leggono e non succede niente. Però, se un bambino ha le scarpe rotte e non c'è il calzolaio che gliele accomoda, deve camminare a piedi nudi.

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