Attualmente, i lavoratori, soprattutto queli già occupati, hanno notevoli garanzie e una buona assistenza da parte dello Stato moderno, non solo in Italia, ma in tutti i Paesi civili.
Per giungere, però, a queste conquiste, ci sono voluti millenni di sacrifici, di stenti e di lotte da parte delle masse lavoratrici.
Tuttavia, la situazione attuale non è la migliore in assoluto. Molti provvedimenti di legge sono da correggere e da perfezionare e ulteriori conquiste si prospettano per i lavoratori, soprattutto riguardo alla piena occupazione di tutti e alla tutela degli effettivi diritti dell'individuo al lavoro.
Nel corso del tempo, le masse lavoratrici hanno dovuto sostenere condizioni durissime di vita.
Esse, per tale ragione, hanno dato luogo a proteste e ad agitazioni, per strappare salari migliori o le retribuzioni promesse, che non venivano date: Esempi di agitazioni e di scioperi del lavoratori
si hanno nella storia mesopotamica, nella storia egiziana, in quella greca e in quella romana.
A Roma, nei primi tempi della Repubblica, la società rischiò di spaccarsi in due, quando i plebei, su cui pesavano gli oneri maggiori della vita quotidiana e dell'organizzazione sociale,
si ritirarono sul colle A ventino più volte, rifiutando si di prestare ulteriormente
la loro opera in quelle condizioni.
Tumulti sociali e rivolte di schiavi esplosero tra il secondo e il primo secolo a.C. e fecero tremare i gruppi di potere, minacciando di rovesciare lo stesso Stato.
Nel Medioevo non mancarono inquietudini sociali, soprattutto a tempo dei Comuni in varie regioni d'Europa. Fermenti e sussulti nati ad opera dei lavoratori, sono testimoniati nel corso dell'epoca: moderna presso vari popoli.
Solo, però, dai tempi della Rivoluzione industriale in qua, le lotte dei lavoratori hanno acquistato sempre maggiore vigore e hanno avuto un'influenza determinante sullo svolgimento degli avvenimenti storici.
Contro le condizioni disumane di vita a cui erano sottoposti, i lavoratori dapprima insorsero con proteste e agitazioni t poi cominciarono ad organizzare sempre meglio le loro battaglie.
E' significativa la scritta che inalberarono i lavoratori tessili di Lione, in Francia quando si sollevarono contro i padroni nel 1831.
Essa diceva: « Vivren travaillant ou mourir en combattant» (= vivere lavorando o morire combattendo).
Le prime associazioni dei lavoratori furono di carattere segrete perché esse erano proibite. Ebbero i primi riconoscimenti legali in Inghilterra, che nel primo Ottocento era il Paese più avanzato tutti sul piano industriale.
Fu qui che, nel 1834, sorsero le Trade Unions, i sindacati delle varie categorie di lavoratori.
Intanto, in Europa, si diffondevano le prime teorie socialiste, come quelle di Owen (1771-1858), Saint-Simon (1760-1825), Fourier (1772-1837) e Proudhon (1809-1865). Essi furono detti socialisti «utopisti», perché si aspettavano cambiamenti sociali radicali, senza individuare le forze economiche e sociali che avrebbero dovuto condurre la lotta per il rinnovamento della società.
Ben altra forza ebbero nel mondo dei lavoratori e sulla società contemporanea le teorie di Marx (1818-1883) e di Engels (1820-189l
Essi criticarono i socialisti «utopisti» e sostennero le tesi secondo le trasformazioni sociali sono un effetto dei cambiamenti dei modi dei rapporti di produzione.
Secondo il marxismo, come si chiamo il complesso, delle idee sostenute da Marx e da Engels, il passaggIo dalla societa borghese industriale, in cui le ricchezze sono nelle mani di pochi e le masse dei lavoratori sono sfruttate, alla società socialista, in cui i mezzi di produzione sono di proprietà collettiva e le classi sono abolite, avviene non in attuazione dei desideri e dei progetti delle persone, ma solo quando i rapporti economici e le strutture produttive della società
borghese entrano pienamente in crisi.
La crisi, secondo Marx ed Engels, non può non esserci, perché il processo di arricchimento dei capitalisti è continuo, così come è continuo il processo di espropriazione dei lavoratori.
Alla fine, quando le ricchezze saranno nelle mani di pochissimi e grandissime saranno le masse degli sfruttati, avverrà un capovolgimento delle situazioni, che porterà alla socializzazione dei mezzi di produzione.
Dal marxismo sono nati i movimenti e i partiti socialisti e comunisti e le rivoluzioni comuniste, la prima e la maggiore delle quali è stata quella russa del 1917.
Questi movimenti e queste rivoluzioni hanno cambiato moltissimo la fisionomia politica del mondo contemporaneo.