Poesie sul gatto

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Racconto di Mario Lodi
Le armi del gatto

Cipì, vedendo il gatto che riposava all'ombra del fico, pensò: Ecco là l'animale coi baffi e gli artigli invisibili! E gli venne una gran voglia di scoprire se era vero ciò che n gli aveva raccontato Mamma Passera.
Il gatto era coricato su un fianco, con le zampe in fuori che mostravano i polpastrelli lisci e rosati.
I baffi li vedo pensava Cipì ma gli artigli dove sono?
Adesso è il momento buono per scoprire il mistero degli artigli che ci sono e non ci sono.
Buondì animale straniero, io sono Cipì e tu?
Il gatto non disse niente: aprì appena le palpebre e pensò: Vieni più vicino e ti faccio vedere io chi sono! E Cipì:
Non hai la lingua? Ohè, sei morto?
Ma il gatto non rispondeva.
Cipì si avvicinò ancora di più e disse fra sé, osservando quei polpastrelli rosati: Gli artigli non ci sono.o. io non vedo niente!
E il gatto pensava: Ancora un passo e vedrai.
Spinto dalla curiosità, con un saltello, Cipì si posò vicino all'animale che pareva morto e brontolò: Auff, non parli mai!
In quel momento il gatto saltò su come una molla, sguairtò gli artigli e, allungando una zampa su Cipì, gridò: Ci sei, eh?
Quando Cipì vide scattare sulla sua testa la zampaccia armata, di scatto si buttò a terra per fuggire, ma gli artigli lo ghermirono dal di dietro: allora, con uno strappo violento, si liberò dalle unghie e fuggì.

Gli uomini delle caverne non degnarono il gatto neppure di un graffito, poichè non era apprezzato come preda nè temuto come pericolo. Gli antichi egizi invece lo innalzarono a divinità nazionale con il nome di Basit, la dea gatta, simbolo solare della gioia e della musica: i suoi templi risuonavano di miagolii festosi e pullulavano di gatti. I greci al contrario, non ebbero mai grande simpatia per il nostro animale; forse perchè, da coraggiosi navigatori quali erano, provavano un certo disprezzo per uno che non sa nuotare e ha paura dell'acqua.
I. Dapino - P. Mottolese