Racconto di Oscar Wilde
Un fantasma deriso
La mattina seguente, tuttavia, quando scesero per la prima colazione, trovarono che la spaventosa macchia di sangue era ricomparsa sul pavimento.
Non credo possa essere colpa del Super-Detersivo osservò Washington perché l'ho provato con tutto e mi ha sempre dato risultati perfetti.
Dev'essere stato il fantasma.
Di conseguenza fregò via la macchia una seconda volta, ma ecco che la seconda mattina essa era comparsa di nuovo.
E ci fu anche la terza mattina, benché la biblioteca fosse stata chiusa a chiave la notte dal signor Otis in persona, il quale aveva poi portato via la chiave con sé.
Tutta la famiglia cominciava ormai a interessarsi seriamente della faccenda: al signor Otis venne il sospetto di essere stato forse un po' troppo severo nel negare l'esistenza di fantasmi.
Il giorno era stato caldo e soleggiato e quando, Verso sera, l'aria rinfrescò, la famiglia Otis uscì in massa per una scarrozzata.
Non rincasarono che alle nove e consumarono un pasto leggero.
Durante la conversazioni non fu fatto il benché minimo accenno a spettri e fantasmi.
Alle undici la famiglia si ritirò e alle undici e mezzo tutte le luci erano già spente.
Poco tempo dopo il signor Otis venne però risvegliato da un curioso rumore che proveniva dal corridoio, proprio davanti all'uscio della sua camera.
Risuonava come uno stridor di metallo che pareva farsi' sempre più vicino a ogni istante.
Il ministro si alzò senza indugi, accese un fiammifero e guardò l'orologio.
Era l'una esatta. Si sentiva calmissimo e si tastò il polso per accertarsi di non essere febbricitante. Lo strano rumore continuava, accompagnato ora da un distinto strascicar di passi.
Il ministro s'infilò le pantofole, tolse dal cassetto del tavolino da notte una minuscola fiala di forma oblunga, e aprì la porta. Dritto innanzi a sé vide ergersi un uomo dall'aspetto spaventoso.
Aveva gli occhi rossi come due carboni ardenti; lunghi capelli grigi gli ricadevano sulle spalle in ciocche incolte e le vesti, di foggia antica, erano tutte lacere e imbrattate; ,. dai polsi e dalle caviglie, infine, gli pendevano pesanti manette e rugginosi ceppi.
Egregio signore - incominciò il signor Otis - sono costretto a pregarla di oliare un po' come si deve quelle sue catene e le ho portato a questo scopo una bottiglietta di Lubrificante Solare.
Me lo hanno garantito efficacissima sin dalla prima applicazione.
Glielo lascio qui, accanto alle candele della camera da letto, e sarò felicissimo di fornirgliene dell'altro, qualora ne avesse bisogno.
Con queste parole il ministro degli Stati Uniti posò la bottiglietta su un tavolo di marmo, chiuse la porta e si ritirò a riposare.
Per un attimo il fantasma di Canterville rimase letteralmente paralizzato dallo sdegno; quindi, dopo aver gettato con violenza la fiala sul lucido pavimento, svolazzò per il corridoio gemendo cupamente ed emanando"una verde luce spettrale. Ma proprio nel momento in cui giunge- va al sommo della grande scalinata di quercia, ecco che un uscio si spalancò lasciando intravvedere sulla soglia due figurette biancovestite e un grosso guanciale passò sibilando a un pelo dalla sua testa.
Non c'era evidentemente tempo da perdere, perciò adottando in tutta fretta la quarta dimensione come unica via di scampo, lo spet- tro svanì attraverso il rivestimento di legno della parete, restituendo alla casa quiete e silenzio.
Come ebbe raggiunta una piccola stanza segreta, nell'ala sinistra del castello, si appoggiò a un raggio di luna per poter riprendere fiato e incominciò a riflettere sulla propria situazione.
Mai, mai, nella sua brillante e ininterrotta carriera tricentenaria, egli era stato così grossolanamente insultato.
