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racconti per bambini

Racconto di J. Joffo
L'ultima biglia

Faccio rotolare la biglia tra le dita, in fondo alla tasca. È la mia preferita, l'ho sempre con me.
E lo strano è che si tratta della più ordinaria di tutte: niente a che vedere con le agate o con quelle grosse di piombo che ammiro nelle vetrine; è una biglia di terracotta con la vernice scheggiata che crea sulla sua superficie dei disegni, come il mappamondo che abbiamo in classe, in piccolo.
E allora. ti decidi?
Maurizio aspetta, seduto sul marciapiede. Come sempre ha i calzini a fisarmonica, come dice papà. Tra le sue gambe c'è il mucchietto di quattro biglie: una in cima alle altre tre disposte a triangolo. Ride vedendomi incerto.
Che cosa aspetti?
Certo che esito! È furbo, Maurizio, ho già tirato sette volte e ho sempre mancato.
Con quel che ha vinto, gli son venute le tasche come due palloni.
Riesce a stento a camminare, gronda biglie e a me resta solo l'ultima, la preferita.
Maurizio protesta:
Non voglio mica restare seduto per terra fino a domani...
Mi decido. Nel cavo della mia mano, la biglia tremola. Tiro con gli occhi ben aperti.
Di lato. Ecco fatto, non c'è stato miracolo. Adesso bisogna tornare a casa.
Giro la testa a sinistra perché Maurizio è alla mia destra e cosÌ non mi vede piangere.
Smettila di frignaite dice Maurizio.
Non frigno mica.
Quando guardi dall'altra parte so che frigni.
Non rispondo e accelero. Maurizio mi dà una gomitata.
Prendi.
Lo guardo e prendo la biglia che mi restituisce. Un fratello è uno a cui si rende l'ultima biglia che gli si è appena vinta.
Recupero il mio pianeta in miniatura: domani, nel cortile della scuola. grazie a questa ne vincerò un mucchio.

da: Un sacchetto di biglie

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