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Racconti Inverno

Febbraio di Ardengo Soffici


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febbraio
Febbraio -
Racconto di Ardengo Soffici
-

Il sole è caldo come d'estate, ma la salvia selvatica non odora
così forte. Il ragazzo mio compagno, arrampicato su un piano,
coglie le: pine rosse e dure che gli pungon le mani.
L'ombra degli
aghi giuoca sulla sua faccia infiammata entro il cielo azzurro e dorato.
Di tra le rame apparisce la collina solatìa.
Alcuni contadini
scamiciati potano in un campo verdeggiante.
La conca felice del terreno lavorato, giallo, e la vigna grigia
punteggiata d'olivi qua e là
Le campane di mezzogiorno; il suono del pennato portato
dal vento.
La sciarpa scarlatta intorno al collo del ragazzo che ride al sole.
Il mio cuore si desta.
Un uccello fischia tra le scope, e il suo fischio ha il suono di
un bacio.
La primavera è vicina, cuore mio.

Vibra in queste righe un fremito sottile e dolcissimo che, donato dal primo sole di febbraio alla natura, è passato da essa al cuore del poeta. La breve descrizione è tutta pervasa a eccitazione di una viva attesa, mentre ogni squarcio di paesaggio. il cielo, ed il cuore, ci avvertono che ormai la primavera sta per giungere e con essa il risveglio alla vita,
Tanta è la commozione nell'animo dell'autore, che egli si esprime con frasi spezzate, ognuna col proprio sottinteso,. è necessario infatti che egli spieghi come il miracolo, già presente nell' aria e nel sole, abbia ormai rapito tutto il suo essere, tanto da inebriarlo di colori smaglianti,. rosso, azzurro, dorato, verde e i suoni argentini lo squillo delle campane, una fresca rIsata ed il fischio
di un uccello.


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