
La storia dell'oliva
di Marilena Rossati
Sono proprio una bella oliva - disse fra sé e sé, in quella fredda ma limpida mattina di dicembre, un'oliva soda, lucida e rotonda specchiandosi, dall'alto della sua pianta, in una pozzanghera d'acqua. - Sarei curiosa di sapere quale sarà il mio destino ora che sono matura. Se chiedessi notizie del mio destino al vento del mezzogiorno? E' un vento garbato, che indugia volentieri a chiacchierare, e ha, per tutte le piante, una parola e una carezza.
Che ne faranno di te, mia bella oliva ? - rispose il giorno dopo il venticello. - Ecco quel che ne faranno.
Un bel giorno di questo mese i contadini saliranno sul tronco della tua pianta e con lunghe canne picchieranno senza pietà fra i rami fin che tu, come Ie tue sorelle brune o verdi, cadrai nell'erba saltellando.
Allora una svelta mano di donna ti afferrerà rper metterti al buio in un sacco e comincerà il tuo supplizio. Dal sacco, con le
altre tue compagne, sarai gettata sotto una macina enorme di pietra. Dopo due giri della ruota, sarai mutata in una poltiglia
grassa e scura.
La tua anima, oliva bella, è preziosa perché è d'oro; è come una lacrimetta gialla. E' una goccia d'olio. L'olio è uno dei più bei doni di Dio. E' un Iiquido denso, fatto della parte migliore di tutte le olive.
E allora, a che servirà la mia anima? - chiese ancora l'oliva.
Potrà servire a cucinare il cibo degli uomini, a condirlo, a renderlo saporito e più nutriente.
Soltanto? - insisté l'oliva, alla quale quella fine sembrava poco poetica e molto al disotto delle sue aspirazioni.
Servirai anche a medicare le ferite degli uomini, a ungere le loro macchine, a illuminare le case e le chiese.
Illuminare io? Come il sole? - disse trepida l'oliva.
Non come il sole, piccola orgogliosa, ché la luce del sole durerà fino a che dura il mondo e la tua anima brillerà invece per breve istanti nel tremolio della fiamma, ma certo anche la tua goccia di olio sarà per gli uomini come un raggio
della bontà di Dio.
L'oliva ringraziò pensierosa H vento, che si allontanò frettoloso, e per tutta la notte sognò di mutarsi in raggio di luce.
Il giorno di poi il vento ripassò e cercò l'oliva bruna, ma non la trovò più. Essa aveva seguito il suo destino.
Signore, - disse una voce gentile al giovanotto che dirigeva il lavoro nel grande frantoio - veniamo a fare la raccolta dell'olio per i nostri poveri vecchi. Possiamo averne una libbra?
Due suore umili erano entrate leggiere, quasi inavvertite, fra il rumore dei torchi e le voci degli uomini.
L'anima dell'oliva, che voleva diventare un raggio di luce, fu colata nel recipiente che la suora più giovane porse al fattore.
Allora il suo destino fu compiuto; forse fu quello di bruciare nella lampada della chiesa del convento; forse di ungere la dolorosa piaga di una carne malata, o, rpiù umilmente, di condire una pietanza per nutrire e riscaldare qualche stomaco debole o infermo.
Ma, mutata in fiamma dinanzi a un altare o in balsamo benefico in nutrimento del povero, l'anima dell'oliva si trasformò in urr raggio di luce, come era suo desiderio, perché si può, nella vita, illuminare intorno a sé anche senza brillare, facendo del bene nella più umile forma delle modeste azioni quotidiane.
