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Racconto di Roberto Piumini 
Una gara all'isola di Pasqua 

Pasqua , in mezzo all'oceano Pacifico, è una piccola isola che per montagna ha solo un vulcano spento, e per popolazione una gente dolce e intelligente.
I libri parlano delle enormi teste di pietra chè, in fila sulla costa, guardano il mare.
Si parla di antichissimi monumenti funerari, di figure religiose, ma nessuno ne sa la vera origine e il significato
Pasqua è sola in mezzo al mare; ma a romperere la sua' solitudine ci sono, a poca distanza dall'isola, degli scogli sui quali sarebbe difficilè  trovare un filo d'erba, e più ancora il muso vivace di un topo.
L'unica vita sugli scogli è quella degli uccelli. Su alcuni stanno le rondini di mare; su altri i gabbiani bianchissimi e alteri. Quasi del tutto coperti dallo sterco degli uccelli, soltanto a tratti gli scgli mostrano il colore giallastro o bruno della roccia.
Lo scoglio più vicino all'isola  si chiama Motu-Nui. È dominio delle rondini di mare, e dista dalla costa di Pasqua mezzo miglio marino.
Molto tempo fa, all'inizio di ogni primavera, avveniva la regata di Motu-Nui che decideva chi avrebbe comandato sull'isola.
Ogni uomo giovane di Pasqua partiva sulla sua canoa e puntava remando su Motu-Nui.
Bisognava arrivare allo scoglio, trovare un uovo di rondine marina, metterlo in bocca, tornare sulla canoa e remare verso l'isola, mentre i tamburi suonavano.
Giunti sulla spiaggia, sempre tenendo l'uovo intatto in bocca, gli uomini dovevano toccare con quello i tamburi che, appena sfiorati, smettevano di suonare.
Chi riusciva a far tacere così i tamburi, aveva vinto la gara.

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