Racconto di Piero Bianchi
Guardiamo come è fatto dentro
La giornata limpida di mezzo Marzo invitava i fanciulli ad una bella passeggiata.
Così i quattro amiconi, Marco, Furio, Gianni e Tonino, ai quali si unì la sorellina di quest'ultimo, Luisella, si avviarono all'aperto verso la campagna.
Sotto il sole già limpido, la campagna pareva attendere il momento di cominciare a rivestirsi di verde novello.
Che cosa si fa? - domandò Marco agli amici.
Tonino, il minore, che si teneva per mano Luisella, propose di arrivare fino allo stagno, per vedere se i girini erano già sgusciati dall'uovo.
Furio avrebbe preferito andare a caccia di talpe e di grilli; ma Gianni, un biondino mite e ricciuto, esclamò:
Perchè non si va per violette? Le porteremo a scuola domani... Scopriremo le tane dei grilli e delle rane e potremo ugualmente arrivare allo stagno dei girini...
Così i ragazzi si avviarono per un viottolo, verso una ripa soleggiata, dove qualche violetta occhieggiava ancor pallida e qualche lucertolina già sostava col musetto proteso verso il tepore del sole.
Fu Luisella che fece la scoperta:
Venite, venite qui! Che cosa sarà?
Sulla ripa, un poco interrato, stava un ordigno metallico, simile ad una lunga e sottile scatoletta.
Dopo un po' di esitazione Marco si chinò, raccolse l'ordigno e disse:
Questo l'hanno gettato gli aeroplani. Se non è scoppiato, non deve essere pericoloso...-lo - mormorò Gianni - non lo toccherei e avvertirei
]a guardia campestre.
Sempre pauroso, tu! - esclamò invece Furia, - incuriosito.
Guardiamo come è fatto dentro - propose Marco. Tonino e L uisella si scostarono.
Improvvisamente si udì uno scoppio, subito seguito da urla di dolore e di spavento, che fecero accorrere gente da un campo vicino.
Tutti i ragazzi furono portati all'ospedale.
Soltanto Gianni, Tonino e Luisella si salvarono.
Gianni, però, rimase cieco; Tonino perdette una mano e la bimba restò orribilmente sfregiata nel suo bel visino.
