
Racconto di M. Spano
I figli della primavera
Tre sono i figli della Primavera: Marzo, Aprile e Maggio; allegri gli ultimi due, simpatici e tanto piacevoli, mentre il primo è un ragazzo irrequieto che pare fatto apposta per far impazzire la gente. Marzo è il maggiore dei tre figli e la madre ha per lui una certa predilezione. Vuole, è vero, un gran bene anche ad Aprile e a Maggio, ma è solita dire che gli strilli, i corrucci, le scorrazzate di quel monello le piacciono molto.
Ai suoi tre ragazzi la Primavera affida, per un mese ciascuno, il governo dei venti; e quando le cose sono nelle mani di Marzo naturalmente la prima a tremare è la madre.
Delle cose del cielo in quel mese non se ne capisce nulla: ora il sole scotta come di giugno, ora una tramontana gelata scende dai monti e fa rabbrividire i germogli; ora il cielo si copre di nubi come di Gennaio, e quel pazzo monello, dopo aver raccolto sulle montagne delle burrasche di neve, le scaglia per la campagna, facendo strage di fiori e di gemme.
