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Racconto di Pasqua di Milly Dandolo - E tu che cosa offri?
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Racconto di Milly Dandolo
E tu che cosa offri?

Nando, il ragazzo della fattoria, camminava in fretta attraverso i campi.
Era sabato, vigilia di Pasqua. Cecchino, un ragazzo dispettoso, era venuto da lui quella mattina, e poi, andandosene, aveva aperto la gabbia del suo caro fringuello.
Ora mi sente, quella birba! - ripeteva Nando, correndo.
Correva, nel crepuscolo azzurro: voleva arrivare e tornare presto.
Forse, nella sua ansia, aveva smarrito la strada, perché ad un tratto si fermò, perplesso. Il crepuscolo s'illuminò di rosa ed oro, come se una stella fosse scesa dal cielo, si fosse fermata in mezzo al prato, in fondo alla sua splendida scia. E Nando vide un Angelo tra le erbe e i fiori. Stupito, turbato, il ragazzo si inginocchiò.
Nel silenzio la voce dell'Angelo suonò lieve e pura.
Domani è Pasqua - disse l'Angelo. - Fiori del prato, quali doni offrite al Signore?
I fiori bisbigliarono in coro:
Abbiamo soltanto bellezza e profumo: e li doniamo al Signore.
Alberi della macchia - disse l'Angelo, - che cosa offrite al Signore risorto?
Gli alberi cantarono:
Gli offriamo la preghiera delle nostre braccia levate al cielo, i nidi degli uccelli, il coro delle cicale che si posano sui nostri rami.
Acqua del fiume, che cosa offrirai al Signore risorto?
Le onde risposero con voce d'argento:
Offriamo al Signore la nostra limpidezza  il nostro mormorìo.
E voi, uccelletti della macchia, che cosa offrirete al Signore?
L'usignolo invisibile rispose per tutti, melodiosamente:
Gli offriamo le nostre canzoni, la nostra gioia.
L'Angelo tacque e agitò le ali come se fosse vicino a spiccare il volo. Ma, ad un tratto, vide il ragazzo inginocchiato; vide le sue mani giunte, i suoi occhi
lucenti di lacrime.
E tu, piccolo figlio degli uomini, cerca nel tuo cuore puro un dono da offrire al Signore risorto. Domani è Pasqua, giorno di pace, di perdono, d'amore.
Affidami il tuo dono, prima che io salga a ripresentarmi al trono divino.
Avevo un fringuello, - balbettò il ragazzo. - Mi era caro! Quello sì era un dono per il Signore!
Dov'è ora? - chiese l'Angelo.
MI hanno... aperto la gabbia...
Perdona a chi ti ha aperto la gabbia - disse l'Angelo - e io porterò il tuo perdono al Signore.
 Sì, sì - gridò il ragazzo.
L'Angelo volò via nella sera azzurra. E Nando riprese, col Cuore pieno di misteriosa commozione, la via del ritorno.

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