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Racconti di Carnevale

Maschere gaie di Renato Verdina


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Maschere gaie
 
di Renato Verdina
 


Ricordiamo brevemente le maschere italiane più famose: Arlecchino è forse la più celebre, anche fuori d'Italia. Pare che derivi dalle figure degli Zani o Zanni, che impersonavano due ignorantissimi e poverissimi valligiani di Bergamo, di cui uno era molto astuto, il secondo sciocco.
Arlecchino deriva da quello sciocco: era vestito di una larga camicia bianca, stretta alla cintola da una corda: rombi e quadrati disposti a scacchiera decoravano la sua bianca casacca e anche i calzoni. Nella cintura era infilato il famoso fedele batocio e la borsa, la scarsela, immancabilmente vuota.
Il dottor Balanzone è un personaggio di molta importanza: egli sa tutto, però sbaglia sempre: non c'è pericolo che ne imbrocchi una giusta. Era impersonato assai bene dagli attori bolognesi, perchè era egli stesso di origine bolognese. Astronomo, grammatico, grande erudito, il suo discorso è colorito da una gran quantità di spropositi e di citazioni fuori luogo, rese più spassose da una accentuata cadenza bolognese.
Sempre austeramente vestito di una casacca color nero, ha una gran passione per il vino.
Gianduia è la tipica maschera torinese: risale ai '700. Lo introdussero due burattinai che giravano con la loro compagnia in Torino facendo le loro rappresentazioni.
Inizialmente si chiamava Gironi (Gerolamo), ma poi, per aver detto parole poco riverenti verso le autorità francesi che allora dominavano, procurò ai suoi marionettisti l'ordine di ritirarsi nel paesello di Caglianetto, nei dintorni di Asti.
Essi poterono ritornare a Torino a condizione di sopprimere Gironi; così mutarono il nome alla loro maschera, che si denominò Gioan d'la Douja, cioè Giovanni del boccale, perchè era un gran bevitore, e ridivenne in breve popolarissimo: tale nome fu abbreviato dal popolo in Gianduia.
Meneghino è la tipica maschera milanèse: raffigura un tipo di servitore nato negli ambienti poveri della città, fedele ai suoi padroni, generoso, astuto.
Con la sua parlantina lancia continui frizzi· contro i costumi del tempo e pettina, cioè striglia· a dovere, i personaggi più noti.
Specialmente nell'epoca della dominazione spagnola e poi austriaca, Meneghino col suo vivo senso di italianità si scagliava contro coloro che erano troppo favorevoli allo straniero.
Tale è stata la fortuna di questa maschera tipica di Milano, che meneghino è diventato il sinonimo di milanese.
Pulcinella è la maschera di Napoli. Ha spesso suscitato il riso, ma ha un fondo malinconico, come quello delle melodie napoletane.
E' maschera antichissima e la si fa derivare dal Maccus dei comici latini. Ha un volto aguzzo con un naso curvo, a forma di becco.

E' assai interessante conoscere l'origine e le caratteristiche principali delle maschere italiane. Questa rassegna, pur nella sua brevità, fornisce nozioni atte ad erudirti in maniera sufficiente su tale argomento.

 


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