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Racconto di Renzo Sacchetti -
L'ulivo

L'ulivo è l'albero che ha la voce più alta nella leggenda e nella storia.
La leggenda pagana suona da principio come una fanfara di guerra ma s'addolce  poi, per una

gradazione rapida e bellissima In un inno sovrano alla sapienza ed alla pace. Minerva  disputava a Nettuno l'onore di dare il nome alla città di Cecrope  nell'Attica : ne nacque una sfida, la vittoria sarebbe toccata a chi creasse la cosa più utile, giudici gli altri dei. Nettuno creò un cavallo focoso, Minerva picchiò la terra e ne fece spuntare un superbo olivo carico di fiori e di frutti: i giudici dell'Olimpo ne ebbero stupore e gioia, proclamarono vincitrice la dea.
E dal nome greco di Minerva la capitale dell'Ellade  si chiamò Atene.
Così come i due simboli di vittoria e di pace continuano
ad intrecciarsi attraverso tutta l 'età pagana: l'ulivo ornava gli altari dell'Attica quando alle giovinette e alle spose era affidata la raccolta dei frutti succulenti, premiava in Grecia i vincitori dei giochi Olimpici e in Roma i cavalieri, proteggeva nell'Urbe degli imperatori i mendicanti che ne impugnavano un ramo.
Se ne fregiò con particolare entusiasmo l'umiltà cristiana.
Già
secondo la Genesi, Noè aveva visto tornare dall'Arca dopo il diluvio la colomba con un ramo d'olivo nel becco, segno questo che l'ira di Dio era placata: e nella Bibbia ricorre frequente il paragone dell'albero con la sapienza, la rettitudine, la bellezza.
Ma per
i Cristiani particolarmente il simbolo si esalta ogni anno nella domenica precorrente la Pasqua, a ricordo di Gesù che la città di Gerusalemme accoglieva trionfante tra uno sventono di rami tolti dalle palme e dagli ulivi; tolti dagli stessi ulivi forse sotto i quali, nell'orto di Getsemani  il Messia pregava e predicava agli Apostoli quando Lo arrestarono...
Ogni albero svetta nel vento una voce propria, purché l'uomo
sappia ascoltare e discernere.
Ogni pianta d'ulivo traccia una diversa via ai suoi rami, che ora sembrano rincorrersi come bimbi assorti nel gioco, ora si arrestano improvvisi e improvvisi divergono e compongono capricciosi mazzi di foglie e raccontano alla circostante natura l'artistica volubilità della loro bellezza.
I vasti uliveti che avvolgono le marine in una perenne primavera, lasciano sprigionarsi dal colore tenue delle foglie una diffusa allegrezza collettiva.
Màcerino gli uomini dalla rude fibra le olive e ne facciano trasudare, biondo e lento, il liquido che per tanti secoli diede luci grandi e piccine ai palazzi dei ricchi e alle stanze degli umili.
L' ar
tista che già tolse a soggetto di studio l'albero attraverso le magniloquenze  della mitologia, della Genesi, troverà anche in quel fervore di lavoro l'ispirazione: ma più la trova nei silenzi o nello
stormir lieve della sua chioma che s'inargenta, o s'imbruna secondo che segue un meriggio o un crepuscolo.
Nell'aurora sembra una sentinella avanzata pronta a tutte le bizzarrie e a tutte le audacie, pur di attirare su di sé l'attenzione del paesaggio: si scuote, racconta alla brezza tante cose birichine;
sorride, ride di gran lena finché i rumori della nascente vita mattinale non riassorbono quella sua infantile festività.
Nel meriggio è quasi magniloquente e non per questo ogni giocondità esula dalla sua chioma. Canterino è nel tramonto; poi nell'ultimo crepuscolo cede il posto a un'altra sentinella tutta nera e forte, il cipresso; che leva il suo fantasma sempre più alto quanto più il cielo s'abbuia.
Questa la giornata, questo il valore decorativo dell'albero.
Gli, parlino un po' più da vicino i giardinieri poeti sotto il bel cielo d'Italia.
Risponderà in mille modi e tutti facili nella loro bellezza.
Perché, come dice a tono il Pascoli:
non vuole
per crescere, ch' aria, che sole,
che tempo, l'ulivo.
 Dell'ulivo è affermato mnanzi tutto il valore simbolico: mirabilmente condotta quella ricostruzione della leggenda e della storia dalla quale emerge in piena luce la caratteristica pianta, in cui si trovano quasi inconsapevolmente rappresentate la gloria e la pace.
Da notare
come il passaggio tra le varie epoche non appaia brusco, ma si svolga in maniera quasi naturale, serbando ad ognuna di esse il suo giusto significato.
La seconda parte del brano appare più descrittiva, minuziosa, ravvivata da opportune similitudini o da ben studiati attributi che  imprimono chiaramente nel cuore l'immagine dell'ulivo.

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