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Poesie, Filastrocche, Racconti, Storie autunnali





Era venuto l'autunno con le sue giornate corte e brumose che avevano fatto mutare colore a molte piante. I larici e i faggi spiccavano perché erano tutti gialli come l'oro. Invece i sorbi mostravano le ciocche delle bacche scarlatte: foglie no? non aveva più Quasi tutti gli uccelli erano partiti, ma i crocieri stavano ancora nel bosco e un pomeriggio si riunirono sull'abete del loro capo. Era l 'ora in cui i raggi del sole accendono trasparenze verdi negli alberi e fanno il bosco chiaro e ridente.
Il capo dei crocieri aveva una cosa molto importante da dire a tutti. Bisognava decidere se andar via o rimanere in quel bosco dove si trovavano da circa due anni. Il capo disse: Il bosco ove siamo è ricco di pine di ottima qualità. Ne abbiamo aperte a migliaia e, sotto ad ogni scaglia, abbiamo sempre trovato un seme saporito, ricco di resina. Il cibo qui non ci potrà mancare per altri due anni...
E tacque guardando in alto. Uno stormo di cornacchie passò gracchiando, ad ali spiegate, sopra la cima degli alberi. Cra, cra, cra! - fecero gli uccelli neri, con lugubre tono. Volarono intorno disegnando archi sempre più larghi e sbattendo le alacce come drappi funerei; diressero in giu, verso la valle.
Cra, cra, cra! Il suono sgraziato ruppe l'incanto della dolce sera. Il capo riprese il suo discorso:
Le cornacchie scendono al piano: tra non molto avremo la pioggia, e tanta! Avremo anche un inverno rigido. Può darsi che le pine, per il freddo, si chiudano tanto forte da rendere difficile ai nostri becchi d'aprirle..girava la testa di qua e di là come cercando di scoprire. qualcosa.
I suoi occhietti si posarono su una ciocca rossa di sorbo e allora si ricordò della valle che era in basso, giù giù, e, vicino, un mulino dove una ruota girava sempre e lanciava spruzzi sopra cespugli di ligustro, di viburno e boschetti di ontano. I cespugli erano tanti e fitti, formavano siepi e macchie fino al limite del bosco dove incominciavano i ginepri. Ognuna di quelle piante aveva bacche in quantità.
Se non potremo mangiare semi di abete e di pino, andremo a cercare le bacche e ne troveremo a sufficienza per il sostentamento di tutti. Dunque dobbiamo andare o rimanere? chiese ancora il capo.
Cip, cip, cip, rimanere, rimanere! fu la risposta che passò da una gola all'altra, di ramo in ramo.
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