
Due ragazzi trovarono una noce. È mia esclamò uno di essi giacchè per primo la vidi sotto l'albero. No, è mia! replicò il secondo perchè io, pronto, corsi e la raccolsi. Dal pacato ragionare passarono ben presto ad un violento alterco. Un uomo che, passando, si era soffermato ad ascoltarli, intervenne come giudice.
Voglio mettervi d'accordo! Ruppe la noce e sentenziò: Ecco metà del guscio. Spetta di diritto a colui che vide per primo il frutto. Ed 'ecco l'altra metà che appartiene a quello di voi due che raccolse la noce...
È giusto? Giustissimo! esclamarono i ragazzi, in verità indifferenti che la sentenza avesse assegnato a ciascuno di loro un mezzo guscio. In quanto al gheriglio proseguì il paciere lo terrò io, come compenso del giudizio... Siete soddisfatti?
Non lo erano punto i litigiosi: anzi guardavano masticare il gheriglio con aria così meravigliata che moveva al riso. L'uomo concluse poi tra paterno e beffardo: Ragazzi, questa è la fine ordinaria della maggior parte delle contese... Non dico altro. Meditate.
