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Roma
di Isabella Formentini

Il treno era pieno di gente ..c'era vita.le piaceva viaggiare ,,ma mai come adesso la situazione economica non glielo permetteva.Aveva chiesto i soldi alla povera mamma handicappata .La mamma le voleva bene ma non poteva permettersi di regalarle nulla.


Il giorno prima lei gli aveva scritto sono felice di rivederti …..ma non ebbe risposta.La cosa non presagiva nulla di buono e le aveva paura di poter stare nuovamente male.
Le piaceva il calduccio del treno ,guardare la gente cosi' diversa ,cosi 'strana e si domandava se qualcuno soffrisse d'amore come lei...le sarebbe piaciuto saperlo per poter poi comunicare loro la sua tristezza e parlare di lui.In fondo quello che le interessava era parlare di lui.
Una signora piangeva al telefono.Da quello che lei riusciva a capire il marito si era appena suicidato.....un pensiero per lei ricorrente ormai.
Pensava a lui,alla gioia nel rivederlo.Lui era cosi particolare ,con i suoi ricci color argento.Era alto,curvo ,come se tutti i suoi anni ed i suoi amori li portasse sulla schiena.Era sempre pensieroso,silenzioso e si muoveva lentamente con una certa sacralita'.
La sua intelligenza la si leggeva negli occhi,quegli occhi stanchi,pesanti e lucenti.
E lei l'amava.Amava le sue mani delicate ,da artista,morbide senza un callo ,leggere di una leggerezza impercettibile.
Le piaceva come si vestiva ,in maniera bizzarra ,alternativa alle volte quasi buffa,ma assolutamente unica.
Era gentile,di una gentilezza che rasentava l'adulazione .Ma una gentilezza che aveva un suo scopo,quello di conquistare gli altri,chiunque fossero.Ed un sottile compiacimento in cio'.
La verita' la diceva poche volte quasi volesse difendersi dalla vita e dagli altri o tenersi la sua vita assolutamente per se.
Il treno stava per arrivare a Roma.
Amava Roma,veramente amava tutto quello che gli apparteneva compresi i suoi pensieri.
Amava ogni suo oggetto,la penna che lui teneva in mano,il suo bicchiere,la sua forchetta,i suoi quadri,gli orologi ,i suoi libri,i suoi cd ed anche la sua cacca.
Tutto cio' che gli apparteneva, lei amava.
Non si vergognava del suo amore ,ne andava fiera ,Questo amore urlava in lei ,ogni istante nella sua vita e dei suoi pensieri.
Adesso dopo due mesi l'avrebbe rivisto.
Le venne incontro sorridente e la bacio' lievemente sulla bocca.Questo le ricordo' 'tutti i suoi incontri passati e ne fu felice.
La sua nuova casa lei non la conosceva ancora.Era una casa serena ,dove ogni cosa parlava di lui.
Perfetta.Solare ,piena di energia nuova e vissuta .
Lei con gli occhi la esploro'tutta in cerca di oggetti che parlassero ancora di lei.
Ce n'erano troppi.
La regina di latta,lo stemma,i lego....erano troppi .Come se non parlassero piu ,come oggetti ormai esauriti,esausti.come non ricordi.
Lei le chiese dove avrebbe dormito.Nella sua camera con suo figlio.
E'stato il primo passo del distacco.il suo avvertimento.Sapeva che gli stava facendo del male....
Continua cordialmente a parlare e a preparare la cena incurante del male causatole.
Ando' al bagno,il suo bagno.C'era una porticina mezza aperta nel mobile sotto il lavandino dove una scatola di tampax raccontava.....
Raccontava di incontri,di sesso ,forse anche di amore.Di adulazione regalata ,di amore strappatole.
Le lacrime le scendevano piano ,quasi lei volesse lavare da se' il suo dolore.
Cerco' di far finta di nulla ,ma il dolore le copriva il viso.
Non molto tempo fa lui le scrisse che l'amava ,che doveva pensare a quel sentimento.Un tempo in cui lei aveva ormai esaurito la saliva per lenirsi la sua ferita.Tanto tempo era passato.Un tempo grato ,gentile come lui ,consolatore.Quel tempo che l'aveva accarezzata sul viso come faceva lui,che l'aveva stretta e ricoperta di baci e parole meravigliose.Parole forse non sincere,ma parole che infondevano nel suo animo ribelle dolcezza e la sensazione, dopo tanto errare, di aver trovato la sua casa.
Il vino era buono,era quel qualcosa di adatto per stordirsi.Voleva strappare il dolore dalla sua anima,lacerata.
Sapeva gia' quello che lui non aveva piu da dirle.
Lei incomincio' a parlare parlare parlare e a svuotare un anima innamorata e ferita.
Percepiva che lui non sarebbe piu tornato da lei.e lei si chiedeva perche l'aveva rivoluta vedere.
Per una conferma del suo distacco e per avere delle conferme di quello che lei era.

Da lei usci tutta la sofferenza,con una forza lacerante.....piangeva e nel sentirsi negata lo amava ancora di piu...ma ebbe la certezza che quel suo amore cosi' bistrattato ,lacerato non sarebbe piu potuto finire..
Una stanchezza infinita le bacio' gli occhi..e lei si butto' in quel letto tanto ricordato... sfinita desiderando il nulla della notte.
La mattina si sveglio' ...non riusciva piu ad aprire
gli occhi,erano gonfi ,dolenti e si dispiacque di essere li'.
Si vergognava di quella sua intimita' mattutina ,avrebbe voluto rimanere sola per metabolizzare il dolore della notte prima.
Lui la saluto' con un sorriso ed un bacio leggero sulla bocca.Lei gli chiese del ghiaccio ma in verita' avrebbe voluto che lui gli lenisse le ferite. lui non lo fece.
Ben era gia' partito per la sua visita alla scuola di Napoli.
Rimanemmo soli.
Uscimmo.Era una giornata grigia e nebbiosa ma rallegrata dalla vivacita' della citta'.
La prese per mano e camminarono......La sua mano leggera e sottile le entrava nel cuore...e parlava ..parlava di un amore ormai passato di malinconie....di spazi ritrovati ma gia' perduti,di luoghi gia' trovati e dimenticati.....di momenti sereni che lei sapeva non sarebbero piu' tornati,
Ma in quel momento voleva crederci,voleva esserci con tutta la sua intensita' ed il suo amore e avrebbe voluto fermare quei momenti, fotografarli per non dimenticarli...mai piu.
Con la paura di donna innamorata si sforzo' di chiedergli se uscisse con un 'altra. Temeva quella domanda... ma dentro se sapeva gia' la risposta..Infatti
La risposta fu lieve ...non le voleva fare male..l'aveva attenuata..resa quasi accettabile ..un'amica..solo un'amica...si dice sempre cosi ...e li lei capi 'che per lei non c'era piu' posto. Forse nel suo cuore ancora ancora un piccolo spazio lei l'aveva ancora ..ma si stava restringendo ogni giorno di piu' e lui
stesso non voleva accettarlo ...sarebbe stato per lui una disillusione ..una sorpresa che nemmeno lui avrebbe potuto condividere..Lui che l'aveva amata tanto ..una volta..forse piu' di tutte..ma che ora le stava stretta..stava diventando nuovamente un problema fastidioso con tutte le sue complicazioni e lui era vecchio e stanco.......
Non voleva piu'prendere treni..fare quelle lunghe ore d'attesa ...assieme a tutti i suoi pensieri..la fatica psicologica era piu forte di quella fisica ….poi lui con lei non aveva dialogo...aveva trovato una donna leggera ,estroversa che lo ascoltava con una certa venerazione ….era una comunione di pensieri.Tutto quello che lei non possedeva.

...Lei era a casa.Aveva scritto per liberarsi l'anima ,per credere di aver trovato un po'di sollievo.
Glielo aveva spedito per email.Era tardi .La lucetta verde si apri.'Lui era al computer.La stava leggendo.La lesse con avidita' ,velocemente come un qualcosa di fastidioso ,di scomodo.
Ci mise poco tempo poi spari e lei capi 'che quelle parole erano qualcosa in piu' nella sua vita che non gli piacevano,che lo infastidivano.Erano un lacerare la sua serenita' desiderata.
Se le dimentico' subito e butto' quella sofferenza che non gli apparteneva.

Il 21/08/12, Mario ha scritto:
 Ieri mi hai scritto " peccato...dopo un anno". Quello che ti scrivevo era la conferma reiterata dei sentimenti che nutro per te, vuoto (mancanza) e sentimento (amore). Capisco le tue nuove scelte, i tuoi cambiamenti e una
 nuova vita che fiorisce intorno a te, ma vorrei che per una volta, dico una, capissi la mia sofferenza. Mi scrivi sempre con l'idea che solo tu hai sofferto in questa storia. Ti prego di ricordare la nostra commozione ed i
pianti insieme, l'intimita' delle nostre confessioni.
Io ti amo e mi manchi da morire, come sempre, come ora e come sono certo
per sempre. Immaginati che ad ogni mio risveglio vorrei ricominciare a dirtelo ed ogni sera prima di dormire il mio ultimo pensiero sei tu. Nulla e' cambiato.
Non ho saputo tenerti con me e proteggerti "come si fa con un uccellino",
 .....perdonami, ma mi sono macerato nel trovare una strada. Oggi sono qui con te nella testa, un velo umido davanti agli occhi, un senso di impotenza per un lavoro che mi inchioda e condiziona.
Continuo a scrivere di noi, e' l'unica cosa che mi da' sollievo e
sofferenza insieme. E' l'unico modo per parlarti ed essere in contatto quotidiano con te.
Spogliati per un momento delle corazze che usi per proteggerti ed entra in sintonia con me, io ti amo e ti amero' sempre.

P.S. non rispondere ti prego.

Lei rileggeva, rileggeva quella bella email che lui mesi fa le scrisse........
Lui l'amava e allora perche' si ostinava a buttare tutto ?
Perche' lui non voleva entrare in sintonia con lei ?Non e' l'amore che supera qualsiasi razionalita' voluta?Perche'Perche' non ci si poteva toccare ma solo ricordare?Perche' lui volle scrivere quella email quando il tempo le aveva lenito le sue ferite ?
Era amore quello ?Amore non e' volere il bene dell'altro ?Perche' se l'amava tanto e sapendo che lui non poteva essere attivo in quell'amore non le lasciava vivere la sua vita ?Perche,perche'?????
…....Il tempo non torna piu'.......
Ma Lei ritorno' a quella mattina a Roma.A quando lui le parlava dell'altra ed ogni parola era una lacerazione nel suo cuore.
Sapeva di essere piu' di quello che lui la considerava anche se lei viveva in un mondo lento ,lontano dalla vita della citta'.UN mondo dove c'era piu' tempo per pensare che fare.
Lei gli disse che se ne sarebbe andata ..si sentiva estranea in quella casa che non le apparteneva piu' ,dove lo spirito di altre donne l'aveva ormai conquistata.
Furono momenti strazianti,indimenticabili.
Lui piangeva per questo amore rinnegato,voleva che lei sparisse dalla sua vita per sempre.
Lei si giro',si strappo' il cuore e glielo butto'in faccia con rabbia e con amore.
Era mutilata ,ferita ..lungo la strada il suo sangue lasciava una scia forte ,violenta ,rossa.
Prima di salire sul treno gli scrisse ,come se non volesse avere dentro se la conferma che mai piu' l'avrebbe rivisto.
Lui le scrisse “parti.”
Il cuore non c'era piu' ,era come se fosse anestetizzata...non sapeva cosa fare ,dove andare a curarsi ..Non voleva ritornare a casa.Aveva bisogno di una camera iperbarica.
Telefono' a Patrizio.Dove sei ?Sono qua,accoglimi ti prego sto male.
Scese a Bologna.
Patrizio arrivo' con il suo palazzo mobile e un sorriso.Lei non aveva piu' il cuore,non avevo piu' sentimenti non aveva piu amore solo rabbia tanta rabbia e malinconia.

Nel frattempo lui..raccolse il suo cuore.Lo accarezzo',lo puli'dalle tante macchie di dolore che lo ricoprivano.Lo bacio'.Poi lo chiuse in un cassetto ,adagiandolo su una pezza pulita.
Sapeva che non avrebbe potuto fare nulla di piu'.Lo curava in segreto,ogni tanto nei momenti di solitudine apriva quel cassetto per rassicurasi che fosse ancora la',suo, solo suo ….sapeva che solo quando la morte sarebbe giunta l'avrebbe preso in mano e accarezzato per l'ultima volta. 
Lei si ritrovo' in quella scatola buffa che viaggiava.
La' porto' al ristorante e lei continuava a grondava sangue...
Voleva solo dormire.Lei si distese in quel piccolo letto condiviso,lui la copriì.
Arrivo' il giorno .Lei non capiva dove fosse,tutto le era cosi estraneo,nuovo,non voluto.
Parlo' di lui.L'estraneo la scrutava,ascoltava ,guardava le sue lacrime scendere ..lei prese il telefono e scrisse a lui che senza il suo cuore era impossibile vivere .Lui la compianse ..ma poi si ritiro' nella sua vita.
Passo 'un'altra notte di brividi .di freddo .di sconforto.......Voleva ritornare a casa ,non aveva piu nulla da dire.Ma si chiese come avrebbe potuto piu' vivere senza il suo cuore.

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