Poesia di Doris Abea
Roma
Roma
Roma, città eterna ti hanno ribattezzata,
tu matrona dai larghi fianchi,
madre accorata, hai il viso della Gioconda,
hai gli occhi neri e grandi hai le serate con gli stornelli dei tuoi tanti amanti.
Tra questi a farti girar la testa,
imprevedibile sciolto e versatile il Ponentino,
vento amabile ti sfrugulia la mente ti solleva la veste,
ti incanta e ti perseguita
per abbracciarti a sera e farti divagare,
e tu Roma bella che ti lasci andare,
cedi al portento di questo dispettoso vento.
Ma tutto cio' ha un senso,
per farti ancor piu' bella sentirti adorabile del Cielo la miglior stella.
Non è illusione ottica,
il tuo famoso tramonto da Sant'Angelo implorando una preghiera per il Mondo.
Se i tuoi figli diletti partoriti dalla Lupa
son capitolini miscuglio coi Latini son figli di una madre austera e passionale,
son qui a dedicarti perenne il tuo natale.
Io mi ritrovo fra loro son Romana di adozione sei tu mia bella Roma,
tu matrona dai larghi fianchi,
madre accorata, hai il viso della Gioconda,
hai gli occhi neri e grandi hai le serate con gli stornelli dei tuoi tanti amanti.
Tra questi a farti girar la testa,
imprevedibile sciolto e versatile il Ponentino,
vento amabile ti sfrugulia la mente ti solleva la veste,
ti incanta e ti perseguita
per abbracciarti a sera e farti divagare,
e tu Roma bella che ti lasci andare,
cedi al portento di questo dispettoso vento.
Ma tutto cio' ha un senso,
per farti ancor piu' bella sentirti adorabile del Cielo la miglior stella.
Non è illusione ottica,
il tuo famoso tramonto da Sant'Angelo implorando una preghiera per il Mondo.
Se i tuoi figli diletti partoriti dalla Lupa
son capitolini miscuglio coi Latini son figli di una madre austera e passionale,
son qui a dedicarti perenne il tuo natale.
Io mi ritrovo fra loro son Romana di adozione sei tu mia bella Roma,
