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cagnolini
Poesia di Sergej Aleksandrovic Esenin
Canzone canina 

In una stalla di campagna,
Sopra le stuoie, all'aurora,
Ha partorito una cagna
Sette piccoli cuccioli d'oro.
Fino a tardi li ha accarezzati tutti,
Pettinati con la sua lingua,
E grondava di ghiaccioli strutti
A sera la sua pancia pingue.
Ma quando sui pali di sera
Vanno a dormire i galletti,
È venuto il padrone nero
E li ha messi dentro un sacchetto.
La madre fuggì sulla neve,
Fuggì per corrergli dietro:
A lungo tremò l'acqua lieve
Sotto il rotto specchio di vetro.
Si leccava il sudore sul pelo,
Ritornando piena di cruccio:

Sulle case la luna là in cielo
Le pareva quasi un suo cucciolo:
Su nella cèrula tenebra
Essa la guarda ed abbaia:
Ma svanisce la luna tenera
Dietro la siepe dell'aia.
E come nell'odio non si lagna,
Se le gettan le pietre per giuoco,
Così ruota i suoi occhi di cagna
Come due stelle di fuoco.

(Trad. di R. Poggioli)

Sergej Aleksandrovic Esenin (Rjazan 1895 - Pietroburgo 1925)
Questo poeta russo, scomparso giovanissimo, attinge la sua ispirazione dal
mondo contadinesco nel quale è nato e vissuto.
La fonte prima della sua poesia è 
perciò il mondo georgico, di cui La Russia gli appare come L'immagine reale e favolosa insieme. L'arte di Esenin si rivela suggestivamente intessuta di motivi popolareschi, di immagini primitive, e nello stesso tempo anche di metafore arditissime, di un linguaggio prezioso e coltivato.

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