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 Poesie di Sergèj Esènin
Poesia di Sergej Aleksandrovič Esenin
Noi adesso ce ne andiamo a poco a poco...

Noi adesso ce ne andiamo a poco a poco 
verso il paese dov'è gioia e quiete.
Forse, ben presto anch'io dovrò raccogliere
le mie spoglie mortali per il viaggio.

 Care foreste di betulle!
Tu, terra! E 'voi, sabbie delle pianure!
Dinanzi a questa folla di partenti 
non ho forza di nascondere la mia malinconia.


Ho amato troppo in questo mondo
 tutto ciò che veste l'anima di carne .
Pace alle trèmule che, allargando i rami,
si sono specchiate nell'acqua rosea.

Molti pensieri in silenzio ho meditato,
molte canzoni entro di me ho composto.
 Felice io sono sulla cupa terra
di ciò che ho respirato e che ho vissuto.

Felice di aver baciato le donne,
pestato i fiori, ruzzolato nell'erba,
di non aver mai battuto sul capo
 le bestie, nostri fratelli minori.

So che là non fioriscono boscaglie,
non stormisce la segala dal collo di cigno.
Perciò dinanzi a una folla di partenti
provo sempre un brivido.
So che in quel paese non saranno
queste campagne biondeggiantill nella nebbia.
Anche perciò mi sono cari gli uomini
che vivono con me su questa terra.

Nel testo, il poeta russo Sergej Aleksandrovič Esenin si sente ormai prossimo ad intraprendere l'ultimo viaggio che lo allontanerà dal mondo amato verso il paese dov'è gioia e quiete.  

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