Poesia di Corrado Govoni - La primavera del mare

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Poesia di Corrado Govoni
La primavera del mare

Anche il mare ha la sua primavera:
rondini all'alba, lucciole la sera.
Ha i suoi meravigliosi prati
di rosa e di viola,
che qualcuno invisibile, là, falcia,
e ammucchia il fieno
in cumulo di fresche nuvole.
Si perdon le correnti
come pallide strade
tra le siepi dei venti,
da cui sembra venire, nella pioggia,
come un amaro odore
di biancospino in fiore.
E certo, nella valle più lontana,
un pastore instancabile tonde
il suo gregge infinito di onde,
tanta è la lana
che viene a spumeggiare sulla riva.

L'aspetto sereno del mare non è meno suggestivo di quello tempestoso, specie agli occhi di un poeta come Govoni, per il quale i suoi colori diventano meravigliosi prati di rosa e di viola, le nuvole che lo sovrastano mucchi di fieno marino e le correnti che lo attraversano «pallide strade» fiancheggiate dalle siepi dei venti.
Anche l'aria salmastra è odore di biancospino fiorito lontano sul mare, e la schiuma delle onde è la lana di un invisibile gregge tosato chissà dove nelle vaste praterie marine.
Troppa fantasia nella descrizione di un paesaggio? Eppure abbiamo ugualmente il quadro completo e usuale di un mare ampio e calmo che sulla riva si rompe in onde spumeggianti, sorvolato da rondini e da nubi, striato da correnti di diverso colore e percorso da venti che diffondono sulla riva l'acuto odore salmastro delle sue acque.
Il resto è meno usuale, perché è ciò che un poeta può vedervi di suo e che ogn,uno di noi, dietro le sue parole, può "ritrovare" come proprio. !

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