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Poesia di Grazia Deledda
La primavera

L'inverno aveva rinfrescato anche
il colore delle rocce. Dai monti scendevano,
vene d'argento, mille rivoletti silenziosi,
scintillanti tra il verde vivido dell'erba.
Il torrente sussultava in fondo alla valle tra
i peschi e i mandorli fioriti, E tutto 'era puro,
giovane, fresco, sotto la luce argentea del cielo.
Marzo è matto. Ormai che si è fatto questo nome, chi glielo leva più? Eppure vorrei vedere un altro al posto suo, così a cavalcioni fra inverno ed estate fra caldo e freddo, e, da una parte, lo tira il vento di febbraio, dall'altra, il cielo d'aprile gli fa l'occhiolino. E quel povero marzo corre di qui e di là, aiuta le gemme  a schiudersi, spazza il cielo dalle nuvole, si da da fare da tutte le parti.. Si capisce che qualche volta, gli vengono le bizze e fa il matto. Troppe esigenze per questo povero  mese!
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