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Poesie Festa della mamma - Reportonline
Poesia di Marino Moretti

La cucina loda mia madre 
Noi siamo noi che ti facciamo un dono,
umili arnesi che il tuo gesto affina,
un dono solo di parole, e sono io. la cucina.
Io sola sono, io sola parlo: e pure
gli oggetti miei che nelle sere lunghe
hanno sulla parete ombre più oscure
più bislunghe,

questi grotteschi eroi del tuo lavoro
che san la tua maternità di mani
cedon concordi alla mia voce il loro
canto, stamani.

Tutte le cose celano la buona
Tristezza della vita umile, il dramma
della materia, come te persona,
come te mamma;

il tuo solerte spirito è diffuso
nelle tue cose non più nuove e ignare,
in tutte aleggia il pensier tuo per l'uso
che ne sai fare;
frammenti della tua vita son essi
buoni arnesi, i piccoli vassalli,
fino gli sguardi tuoi vedi riflessi
ne' lor metalli.

E tu silenziosa e sottomessa
pura e bella nel vestito liso
tu ti nascondi dietro l'ombra stessa
lei tuo sorriso;

e non chiami i pensieri della notte
per popolarmi di quell'ombre vane
se il tuo sguardo tra fumi di ben cotte
erbe rimane.

E, poi ch'è sempre un po' pensiero, pensa,
pensa alla fame sana dell'erede,
e, poi ch'è insieme un occhio pio, la mensa
candida vede,

quella che sa la tacita battaglia
di denti forti. il riso d'un bambino.
l'ombra d'un vecchio, ed oggi alla tovaglia
sporca di vino;

ma se tra il fumo volgi il guardo in tondo
per chieder chi ti dà questa segreta
virtù d'amore «o madre» io ti rispondo
«il tuo poeta».

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