
Poesia sul faggio
di Antonio Arnault
Lungi dal proprio ramo
Lungi dal proprio ramo,
povera foglia frale,
dove vai tu? - Dal faggio
là dov'io nacqui mi divise il vento.
Esso, tornando a volo
dal bosco alla campagna,
dalla valle mi porta alla montagna.
Seco perpetuamente
va pellegrina, e tutto l'altro ignoro.
O Va dove ogni altra cosa,
dove naturalmente
va la foglia di rosa
e la foglia d'alloro.
(trad. di Giacomo Leopardi)
Le prime parole del poeta sono rivolte alla foglia del faggio che si stacca dal ramo e vola via col vento.
Egli le chiede dove vada.
La foglia risponde con una nota di malinconia.
Essa vaga senza sosta fino a quando cadrà per andare a morire. Così cadono e svaniscono tutte le altre foglie, come la bellezza e la gloria.
