Poesia di Vincenzo Fiaschitello
S'andava scalzi
S'andava scalzi tutto il giorno
per i campi zeppi di stoppie
che i piedi ferivano.
A sera sulla pietra si strofinavano
con una lama di sapone,
lavando terra sangue nostalgia
del luogo a lungo sospirato
e tenerezza dell'ultima luce del giorno
che una carezza ai rameggi dava,
bisbiglianti come uccelli
appena nati.
Oh memoria che il tuo occhio
poni sul minuto foro della trifora
di una vita traforata,
mi intravedi piccolo piccolo,
un niente insignificante.
Ma perché allora, crescendo,
tanto peso d'orgoglio?
Non sono poche le incrostazioni
accumulate di elementi bassi
e ora che giunto sono all'ultimo
miglio mi domando se è meglio fuggire
senza speranza o tornare sui miei passi.
