Poesia di Vincenzo Fiaschitello
Quale dolce fardello
Quale dolce fardello
la vita sul nascere ti pose
sulle tenere spalle!
Quanti infiniti possibili
premevano quasi a scardinare
ogni limite e un po' più tardi
persino quello tra la vita e la morte.
Non ti ricordi? Perché non mi riconosci?
Chiusa è ormai la stagione della memoria
entro un oscuro antro.
La tristezza spoglia del verde
l'amica terra e dimenticare fa
il grande fiore disteso nella molle valle
dove l'eco di un canto
punge ancora di nostalgia il cuore.
Forse vorresti cancellare
la prigione del tempo e dello spazio
che infelice gabbia ci siamo dati.
Piena la luna splende in cielo
silenziosa.
