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Poesia di Vincenzo Fiaschitello
Paesino di Sicilia

E' l'ora in cui la gazza saltella
sui muri a secco, muffiti incastri
di sassi che braccia d'altri tempi
alla montagna hanno limato
con penoso furore,
l'ora che la madre chiama il bimbo
che sull'uscio s'attarda ancora
nel gioco delle biglie.
Ombre della sera rapide visitano
case e vicoli tessendo bende
multicolori d'intensi profumi
di cavoli e minestre.
Un canto lontano brilla come fiore
acceso di malinconia nel cuore
e pare che l'universo intero,
sospeso il suo corso, sia chiamato
a partecipare a un tale incanto.
Ambiguo incanto consumato
in un momento: da una finestra scende
il frastuono di voci che annunciano
programmi della sera, per la via l'improvviso
assordante rombo di una moto
fende e offende l'aria tutt'intorno,
deridendo chi per un istante
s'era illuso di una diffusa quiete.

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