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querce
Poesia di Vincenzo Fiaschitello 
Non sbucciare le parole

Alle porte dei pensieri
se sbucci le parole come pere,
temo che mai gusterai il senso
profondo. Con la sola polpa,
le parole hanno un sapore diverso.
Le parole vanno prese intere
con la buccia e con la polpa:
hanno il sudore della ricerca,
hanno il sale della vita, la gioia
e la tristezza, l'armonia e il peso;
hanno il delirio della follia,
dell'amore e del dolore.
Le parole estinguono il silenzio,
le parole si inabissano nel silenzio.
Parole esaltate, lavorate come
sculture di pietra, rialzate da voce
suadente e calda, convincenti
e sincere, parole infuocate, avvilenti,
irose, terribili, tumultuose, come
fiume in piena che tutto travolge.
Parole di vita o di morte.
Abbiamo parole per i vivi e per i morti.
Le parole sono ovunque!
Se taci, dove vanno le tue parole?
Affondano in acque limacciose
o volano per cieli azzurri?
La pietra non aveva perso la speranza:
diceva di aver udito una parola
che le prometteva un filo d'erba.
E un verde filo d'erba attende
di crescere sulla nuda pietra!