Poesia di Vincenzo Fiaschitello
La corsa
Al ritorno dal santuario scavato
nella ventosa gola, tu, anche se
non più giovane, a me ragazzo
una sfida di corsa lanciasti.
M'incalzavi come le prime tenere
tenebre la luce che declinava
dietro le brulle solitarie colline.
Rallentavo fino a fermarmi
per sentire il tuo respiro sempre
più carico d'affanno.
Poi sul muretto riposammo, sorridendo.
Chinavi il capo sul petto dove ti brillava
il giallo oro della catenina che dal collo
ti pendeva e, vergognosa, con le mani
il volto ti coprivi se un raro passante
in bicicletta ci guardava benevolmente
compiaciuto.
Mi colmò di gioia il cuore quella corsa
che mai più potè ripetersi!
E tutto se n'è andato come limpida
acqua di sorgente sempre uguale e diversa.
