
Poesia di Vincenzo Fiaschitello
Il suono di un organetto
Penetra le pareti della notturna stanza
il suono di un organetto
che dalle strade sale e buca
il mio cuore preso alla sprovvista.
Scuote la persona e l'occhio
duole: persino lo stomaco
e le dita sembrano soffrire.
Scodella tutta l'armonia
sul piatto vuoto della vita
che attende pietanze senza
sapore alcuno. Innocente
suono che mi scalpita attorno
a ricreare memoria di dubbi,
di anni privi di buon nutrimento
per l'anima ridotta a vuoto forziere.
Oh mia luna non tardare
a spogliarti di queste nuvole nere,
vorrei ancora mirare il sorriso
di cui ti ammanti!
