Poesia di Vincenzo Fiaschitello
Il pensiero dell'Eterno
Fuggiamo da un anno da dimenticare...
e poco diciamo! Eppure, se ben ricordo,
lo avevamo accolto con tutti gli onori,
con spari e brindisi per rendercelo
propizio. Ma se ne va lasciandoci
devastati nella salute, negli affetti,
con ponti e torri di economia distrutti,
ridotti tutti in dirupi e anfratti.
I nostri desideri e sogni sono ormai
sdruciti lenzuoli dondolanti al vento,
sotto un cielo grigio, di bianco
luccicanti a un pallido sole. Stanchi
pensieri s'alzano, d'improvviso piegati
fino a tuffarsi come uccelli radenti il suolo.
Nessuna alba lontana può risalire
anteriormente al primo giorno dell'esserci,
pure sentiamo che quella vita ebbra, intatta,
che ci vive dentro, diroccia come acqua
alpestre, giunge al mare, vi si annega,
diventa onda che ogni giorno va e viene
sulla riva, scrive e cancella, crea e distrugge.
Tutto appare assurdo: bene e male,
gioia e sofferenza, finché non ci rifugiamo
nel pensiero dell'Eterno, pensiero dei
pensieri, che tutto in sé racchiude.
Vola alto, sfida la tempesta, vince i venti
avversi, non piega l'ali e va verso
l'orizzonte che ha radici tra cielo e terra.
