
Poesia di Vincenzo Fiaschitello
Il libro di Salgari
Talvolta mi domando
dov'è il ragazzo che amava
le tigri di Mompracem e Sandokan,
dov'è il ragazzo che d'estate
cercava le carrube dimenticate
a terra e le mandorle rimaste
nascoste tra i cespugli e i sassi
dei muri a secco. A ogni passo
versava la sua ansia, finché
un giorno fu il miracolo.
Una mandorla appena schiusa
nel suo mallo gli cadde in testa:
un intero ramo carico di mandorle
brillava all'ardente luce del solleone.
Tacquero gli uccelli, si zittì la cicala:
nel silenzio, di lontano, annuiva
sorridente il volto di sua madre
che quel dono gli offriva.
Mutato il ramo in lire, la sera
fu il libro di Salgari che da tempo
gli era nel cuore!
