Poesia di Vincenzo Fiaschitello
Il filo della memoria
Mio passato, sei oscuro profondo
labirinto di giorni, ora impigliati
nella luce incolore di un tempo
non tempo, ora fluenti nel vortice
di un'acqua inarrestabile lungo
la gronda del tetto del cielo.
Lampi restano dalla memoria
catturati, evanescenti, luci
inesistenti come da stelle spente.
Vi lascio vivere, parvenze lontane
che potete ancora concedermi
speranze di vitali respiri,
e non importa se sopraffatti
dalla polvere, dal lievitare
del tempo che ha consumato
il mio corpo come l'arenaria
dei palazzi barocchi del mio paese.
