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aleppo
Poesia di Vincenzo Fiaschitello 
Il bimbo di Aleppo

Bimbo dal viso sporco di terra e di sangue,
attorno ti guardi cercando gli occhi
di una persona amica.
Tu non sapevi di guerra e di denari
e il mattino ti portava il canto della madre
che ora non torna più dai suoi calvari.
Nulla resta dei giorni sereni di Aleppo
quando a sera, nell'aria di primavera, tremava
la luna al suono della voce del muezzin.
Era preghiera fervente, forse anche presagio
misterioso di incombente devastazione.
Era l'ombra di un naufragio della ragione
e di nobili pensieri. Tutto, tutto affondò
nell'odio e nessuno più ti tenne per mano.
A dismisura ti crebbe la paura di essere vivo.