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Sermoneta
Poesia di Vincenzo Fiaschitello 

I Caetani di Sermoneta

Il vento di scirocco scuote la nuvolaglia
in cielo: fanno, nell'aria umida, muraglia
le ali dei gabbiani, che stridi intrecciano
con il rimbombo del tuono all'orizzonte.
Nel castello di Sermoneta l'ultimo
dei Caetani la sua solitudine affonda
in un bicchiere di vino rosso Sagrantino,
mentre l'orologio dal bianco quadrante
scheggiato batte l'ora della sera;
fiammeggia un lampo a illuminare ritratti
di antenati alteri e fieri, appesi alle pareti.
L'improvvisa luce fa ancor più fioca
la fiamma delle candele e ingigantisce
gli ampi spazi per un istante, poi li chiude
in ombre grigie che inghiottono le vive forme.
"Domani, -dice a se stesso il principe-
quando uscirai dal castello, non voltarti indietro".
Non si voltò il principe, nemmeno quando
alle sue spalle sentì un tonfo.
Cadde dall'albero una mela bacata.
Nessuno guardò la mela caduta!