Poesia di Vincenzo Fiaschitello
Albero solitario
A lungo ho veleggiato
su un mare tenebroso,
ho saccheggiato il tuo cuore,
ho respirato il sudore della terra
colmo di incessanti odi
che da sempre hanno generato
scie di ingiustizia e di viltà.
Come materia sorda, mi lascio
penetrare dal crepuscolo
e dal chiarore segato della calante luna.
Il mio tempo è ormai una lacrima dubbiosa,
sospesa sulla tua rosea guancia.
Tutto solo se ne sta un giovane albero
infiocchettato di bianco:
nella casa accanto qualcuno prega,
qualcuno ama, qualcuno soffre
in silenzio e muore. E tu resti là,
albero, anche tu effimero, ma nulla sai!
