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Poesia di Vincenzo Fiaschitello
Al padre di mia madre


Padre di mia madre
fanciullo ti vidi
lungamente morire,
la terra del tuo campo
implorando invano.
Negli occhi avevi
i mandorli e gli ulivi
nelle mani la bianca calce
strappata alla fornace.
Una misera scorza
della vita il destino
a stento ti donava
ma un uomo buono tu eri
di nome e di cuore.
Oggi non avresti più capito
perché ai nostri morti
le mani battono
tu che col capo chino
e il tasco in mano
presso l'umile camposanto di paese
a lungo salutavi sulla mula
quei vinti della nostra razza