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sagra
Poesia di Vincenzo Fiaschitello

 A tarda sera d'estate

A tarda sera d'estate
vedevi la campagna frugata
da sventagliate di luci:
rade macchine andavano
a feste annunciate da lontani
spari che mordevano il silenzio
in cui eravamo immersi.
Di che hai parlato finora?
Hai forse parlato della tua gente,
delle case e delle chiese del tuo paese?
Sono stati i tuoi ricordi:
la memoria ti ha tradito, è andata oltre
i confini di quel che hai visto e udito,
gli stessi visi, tutti sfioriti,
di non mutato hanno solo il nome.
Ma se voi non siete più qui,
non siete altro che ombre, cosa resta
per narrare ancora?
Anch'io mi avvio a essere ombra,
ora che sono appena una voce
fuori dal coro.
E il vento soffia e spazza tutto quel
che vuole ostinatamente riaccendere
il fuoco della vita.