Poesia di Vincenzo Fiaschitello
Che tu sia benedetta
Che tu sia benedetta stagione
della vita che ci cresci
nell'amore e nel sorriso,
che ci infondi coraggio
e ci seduci con l'azzurro
del mare e del cielo,
con il verde dei prati e dei boschi.
E tuttavia ci inganni quando
nascondi gli imminenti dolori,
gli orizzonti di fuoco del male
e delle guerre, le sanguigne vele
di feroce follia dell'uomo.
Ara la mia tristezza, ma poi
non seminarvi nulla,
che altro potrebbe nascere
su quella terra se non piante
intrise di fragile speranza,
pensieri adorni di mitezza,
sospiri sussurri respiri?
Basterebbero a contenere
le distanze da ciò che umano non è?
Basterebbero a far lievitare
il turgore della primavera
come pane per le innumerevoli
bocche affamate, ferme sul vano
delle porte del mondo?
