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Poesia di Umberto Saba 
Eros
Sul breve palcoscenico una donna
fa, dopo il Cine, il suo numero.
Applausi, e scherno credo, ripetuti.
In piedi, del loggione in un canto, un giovinetto,
mezzo spinto all’infuori, coi severi
occhi la guarda, che ogni tratto abbassa.
È fascino?
 È disgusto?
È l’una e l’altra cosa? Chi sa?
 Forse a sua madre pensa,
pensa se questo è l’amore. I lustrini
sul gran corpo di lei, col gioco vario
delle luci l’abbagliano.
E i severi
occhi riaperti, là più non li volge.
Solo ascolta la musica, leggera
musichetta da trivio, anche a me cara
talvolta, che per lui si è fatta, dentro
l’anima sua popolana ed altera,
una marcia guerriera.


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