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Poesia di Thomas Stearns Eliot
Preludi
La sera d'inverno si posa
con odore di bistecche nelle strade.
Le sei.
Lucignoli. consunti di giorni fumosi.
E ora un tempestoso scroscio avvolge
gli avanzi sudici
delle foglie appassite attorno ai vostri piedi
e giornali da lotti da vendere;
gli scrosci battono
sulle persiane rotte e sui fumignoli,
e all'angolo della strada
un solitario cavallo da vettura fuma e scalpita.
E poi l'accensione dei fanali.
II
Il mattino si svela alla coscienza
con lievi odori acidi di birra
dalla via ricoperta di segatura pestata
con tutte le impronte fangose di piedi che s'affrettano
verso i caffè mattutini.
Con l'altre mascherate
che il tempo riassume,

si pensa a tutte le mani
che alzano ombre scure
su migliaia di stanze ammobiliate.
III
Tirasti giù la coperta del letto,
giacesti sul dorso, in attesa;
sonnecchiasti osservando la notte che svela
le mille immagini sordide
di cui era composta la tu anima;
tremolavano contro il soffitto,
e quando tutto il mondo ritornò
e la luce strisciò fra le imposte
e udisti i passerotti nelle gronde,
avesti una visione della strada
che a stento la strada comprende;
seduta sulla sponda del tuo letto
togliesti dai capelli i bigodini, o stringesti
le piante gialle dei piedi
nel palmo delle mani sporche.
IV
L'anima sua si tendeva nei cieli
che dietro un blocco cittadino svaniscono,
.oppure calpestata da piedi insistenti
alle quattro e alle cinque e alle sei;
e corte dita quadrate riempiono le pipe,
e giornali della sera, e occhi
resi sicuri da certezze indubbie,
la coscienza di una strada annerita
impaziente di assumere il mondo.
lo sono mosso da fantasie che s'attorcono
attorno a queste immagini, e s'attardano:
la nozione di qualcosa che è infinitamente
dolce e infinitamente soffre.
Strofinatevi la mano sulla bocca, e ridete;
i mondi ruotano come antiche donne
che raccolgono legna in terreni da vendere.

La poesia di Thomas Stearns Eliot va ricordata per alcuni elementi che, se da una parte la rendono di difficile lettura, dall'altra la pongono all'avanguardia della produzione del Novecento: l'uso di immagini simboliche, l'improvviso riaffiorare di squarci di memoria, le continue allusioni che rimandano a una vastissima cultura anche di tipo classico, il linguaggio che presenta frequenti omissioni sintattiche. Il lettore potrà giudicare i versi di Eliot oscuri e impenetrabili, ma non potrà fare a meno di coglierne gli aspetti nuovi, specie nell'ambito della poesia inglese.
Il componimento che proponiamo alla lettura è del 1917, ed è rappresentativo della fase in cui Eliot, prima della conversione alla fede anglicana, non vede via d'uscita alla crisi di valori del mondo contemporaneo: lo squallore della vita, piatta, monotona, impersonale ha del tutto sepolto ogni anelito diverso, ogni stimolo che non sia puramente materiale. Non è certo intenzione di Eliot comporre un verso musicale e armonioso nelle sue parti: tanto il ritmo quanto i vocaboli riportano infatti a un linguaggio colloquiale, a bella posta impoetico, perché impoetica è la realtà trattata.

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