
Poesia di Teresa Stagni
I mestieri di Cecco Cipolla
Cecco Cipolla si sveglia un mattino:
Il mio mestiere sarà l'arrotino!
Sfrega un coltello, di sopra, di sotto,
e, di lì a poco, il coltello è già rotto.
Il giorno dopo egli cambia parere:
- Troppa fatica! Val meglio il barbiere!
Forbici, lame, un po' d'acqua e sapone,
e taglia il pelo al suo cane barbone.
Cucir vestiti sarà l'ideale!
Forbici, aghi, la stoffa, il ditale ...
Farà una giacca? un mantello? un farsetto?
Da cinque metri vien fuori un berretto.
Se il calzolaio tentassi di fare?
Giusto le scarpe dovrei risolare!
Cuce e ritaglia, batte e ribatte,
e le sue scarpe divengon ciabatte.
Quale mestiere di far mi conviene,
quando nessuno mi vuol venir bene? -
Cecco Cipolla alla fine rimane
senza vestiti, né scarpe, né pane ...
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