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fornaio
Poesia di Sebastiano Satta
Il pane della bontà

I tetti fumigavano
dalle scandule brune, tra il nevisco,
e tre donne sfornavano e infornavano
al lume del lentisco.
Venne uno stormo di fanciulli. - O zia,
un pane. - Va in malora!  
 O zia, zietta mia,
un pane. - Va in malora!  
O zia, mammina mia,
un pane ... - Va in malora! 
Ah che dopo l'avaro
diniego, ingrato e amaro
si fece il pane! ... E allora
passò Gesù bambino;
Gesù bambino venne
al borgo di Barbagia:
 Donne, un pane!  Per te, vieni, piccino.
E una donna distese
un po' di pasta d'orzo sulla bragia:
ed ecco che quel poco
divenne molto, e sì divenne grande
quel pane che a sfornarlo
ci vollero tre pale.
Ché sempre cresce e crescerà più sempre
il pan della Bontà.

Leggenda popolare
Da Canti barbaricini

Hai qui l riflessi di una leggenda popolare sarda, la quale vuole dimostrare che la carità, anche se possa costare qualche sacrificio
a chi la fa, torna sempre di vanraggio, mentre l'insensibilità al bisogno altrui genera amarezza e dolore. In un piccolo villaggio della Barbagia tre donne sono affaccendate intorno a un forno.
S'avvicina ad una di esse un ragazzino e chiede con insistenza un pezzo di pane.
La donna glielo nega sgarbatamente; e tutto il pane di lei diventa immangiabile. Frattanto si trova a passare di li un bimbo sconosciuto nel quale si cela Cesu Bambino. Chiede a sua volta del pane ed una delle tre glìelo offre e si affretta ad infornarglielo. Ed ecco il miracolo: quel pugnello di pasta d'orzo cresce a dismisura, tanto che per trarlo dal forno ci voglion tre pale.

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